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Rosmarie Bär lascia Alliance Sud

Pubblicato il: 02. 01. 2011

La nostra collega Rosmarie Bär é andata in pensione alla fine dell’anno. Con la sua partenza Alliance Sud perde un’accesa difesa dello sviluppo sostenibile.

Rosmarie Bär, la mia collega di lavoro compagna di viaggio politico di lunga data, va in pensione alla fine dell’anno. Aveva ripreso nel 1996 il dossier di politica dell’ambiente e del clima. Durante 14 anni, è stata la nostra memoria in numerosi processi internazionali sullo sviluppo sostenibile, iniziati con il Vertice della Terra a Rio nel 1992. Nelle delegazioni ufficiali della Svizzera, dove rappresentava energicamente Alliance Sud, era divenuta sempre più la sola persona capace di ricordare le vecchie posizioni politiche ufficiali. Questo rendeva la presenza di Rosmarie al tempo stesso preziosa e poco comoda.

Rosmarie era stata tra il 1987 e il 1995 una consigliera nazionale in vista del partito dei Verdi. Apparteneva al “triumvirat” femminile di polso che marcava allora la frazione verde della sua impronta. Non era evidente che collaborasse poi nell’equipe di Alliance Sud con lo stesso salario rispetto agli altri, senza atteggiamenti da diva né pretese particolari. Per lei, questo comunque andava da sé.

Rosmarie si è occupata in questi ultimi anni in particolare della questione dell’acqua, dei controlli del processo di Rio e del riscaldamento climatico. Negli anni 1999/2000, apice della privatizzazione dei sistemi pubblici d’approvvigionamento, le multinazionali dell’acqua speravano di installarsi anche in Svizzera. La Coordinazione “L’acqua come bene pubblico”, che ha costituito per Alliance Sud, vi si è opposta.

Sul piano internazionale, Rosmarie ha – con ONG europee e nord americane – spinto l’idea di una convenzione dell’ONU sull’acqua, che non è tuttavia nata; le discussioni si sono dirette verso la riconoscenza onusiana dell’acqua come diritto umano. Finalmente, Rosmarie ha accompagnato gli sforzi per un accordo sul clima post-Kyoto così come il processo di revisione in corso della legge sul CO2.

In tutti questi ambiti, Rosmarie constatava con indignazione come gli indicatori ecologici chiavi peggioravano invece di migliorare. Non era facile per lei accettare i risultati così poco sostenibili di due decenni di “sviluppo sostenibile”.

Auguriamo a Rosmarie di poter in futuro dedicarsi maggiormente al suo vasto cerchio d’amici e di continuare il suo impegno in una forma che le è consona.

Peter Niggli, direttore d'Alliance Sud


Come ridare speranza ai Paesi più poveri?

Una delle risposte che ho imparato da Rosmarie Bär fu quella di partire dal Protocollo di Kyoto chiedendo volontà, serietà, impegno e concretezza al nostro governo, fornendo strumenti tangibili per combattere il cambiamento climatico. Se da una parte mancano i finanziamenti per le riconversioni necessarie per la riduzione delle emissioni di CO2, dall'altra parte manca la responsabilità di cambiare il modo di produzione già dove viviamo e di convertire il nostro stile di vita verso una sobrietà felice. 

"Il rispetto dell'ambiente comincia da casa propria" hai continuato a dire in tutti questi anni con la tua coscienza critica di custode della Madre Terra. 

Si, cara Rosmarie, ci vuole una evoluzione culturale per sostenere nuove visioni del mondo e portare l'umanità ad "una casa" bella, vivibile e accogliente per tutte e per tutti. Di tutto questo ti ringrazio.

Lavinia Sommaruga Bodeo, Alliance Sud

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