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L’Africa deve negoziare a pari condizioni

Pubblicato il: 14. 02. 2011

Forum sociale mondiale: L’Africa soffre di un mal-sviluppo e non di un sotto-sviluppo. L’aiuto è importante per i paesi meno avanzati (PMA), ma non basta. Le sue modalità devono essere riviste per beneficiare veramente alle popolazioni che ne hanno bisogno. I governi del Sud devono prendere chiaramente le parti dell’agricoltura contadina e resistere all’accaparramento delle loro terre. Da Isolda Agazzi, Alliance Sud.

OuedraogoMamadou Goita (Mali), Joséphine Ouedraogo (Enda Tiers Monde), Peter Niggli (Alliance Sud)

Joséphine Ouedraogo, segretaria esecutiva d’Enda Terzo Mondo ed ex ministro del governo Sankara in Burkina Faso, sa di cosa parla: Nel 1985, quando la siccità affamava il Sahel, ha negoziato con la cooperazione italiana “che ne approfittava per far passare molte cose. Mandavano vecchi prodotti e volevano investire”, ha spiegato durante una tavola rotonda organizzata da Enda e da Alliance Sud al Forum sociale mondiale di Dakar sul tema A cosa serve l’aiuto allo sviluppo?

 « Abbiamo chiesto che ci aiutino a costruire una strada non asfaltata per far uscire dall’isolamento la zona più toccata dalla siccità, ha raccontato. Gli italiani volevano darci un prodotto chiavi in mano. E’ normale, volevano sostenere le loro imprese di costruzione. Abbiamo accettato, ma il 25% del mercato doveva ritornare ai Burkinabé. Hanno ribattuto che i Burkinabé non sanno costruire le strade. Abbiamo detto che giustamente impareranno. Hanno detto: sono i nostri soldi. Abbiamo detto: è la nostra strada!”.

I donatori hanno pensato che aveva forse bisogno di un “involucro”. “Ho detto: se volete ripartire, non ci sono problemi, ha continuato Joséphine Ouedraogo. Ed in quel momento, hanno avuto paura. Abbiamo vinto, hanno preferito cederci il 25% piuttosto che perdere il mercato. Bisogna che ci sia dibattito, informazione, dignità e trasparenza. Sono convinta che non siamo poveri e che, anche noi, dobbiamo dare il nostro contributo”.

Mal-sviluppo e non sotto-sviluppo

Oggi, gli uomini politici continuano a negoziare programmi che rendono gli Stati africani ancora più dipendenti. I cinesi acquisteranno 100'000 ettari di terre in Mali per produrre riso cinese con lavoratori cinesi. “Come ha potuto il ministro negoziare questo senza rendere conto a nessuno?”, ha insorto. Le popolazioni devono capire i meccanismi ed esigere più trasparenza”. 

Per questa degna ereditiera di Sankara, l’Africa soffre dello sguardo degli altri e delle decisioni prese al suo posto. “Cercate di presentare un progetto che non rientri nelle modalità delle agenzie internazionali! ha esclamato. Le popolazioni rurali sanno quale discorso tenere di fronte agli esperti. Oggi ci si chiede come fare per avere un dialogo sincero.

L’Africa soffre di un mal-sviluppo e non di un sotto-sviluppo”. E conclude: “Dobbiamo essere coscienti dei nostri interessi in maniera tanto puntuale quanto i donatori e dire: se voi non lo rispettate, ripartite!”.
 
Secondo Peter Niggli, direttore d’Alliance Sud, l’importo dell’aiuto allo sviluppo deve essere relativizzato. “Si parla molto dei miliardi di dollari d’aiuto, ma non li vediamo, ha fatto notare. Tra il 2008 ed il 2010, i paesi industrializzati hanno speso 21'600 miliardi di dollari per rilanciare l’economia. E’ un terzo del PIL mondiale!”. E confrontare questo importo ai 2'700 miliardi di dollari d’aiuto versati tra il 1960 ed il 2009 – circa 50 miliardi per anno. 

Bisogna anche rimettere le cose nel loro contesto: il PIL di tutti i paesi in sviluppo era di 17'000 miliardi di dollari nel 2008, di cui 600 miliardi dei paesi meno avanzati (PMA). L’aiuto allo sviluppo, per conto suo, ha rappresentato solo 100 miliardi. 

Settori prioritari ed interessi geostrategici

«L’aiuto allo sviluppo non rappresenta che una goccia d’acqua per l’insieme dei paesi del Sud, ma per i paesi meno avanzati, è un contributo considerevole, ha sottolineato. Ma la principale questione è sapere dove e come la cooperazione internazionale viene investita. Prioritariamente nei PMA? No, ne ricevono solo la metà. Se un paese pensa che è importante migliorare le sue relazioni con la Cina, darà il suo aiuto soprattutto alla Cina, non all’Africa». 

Dove si iscrive l’aiuto? Nell’agricoltura contadina o nell’estensione dell’agricoltura commerciale? In entrambe. Viene investito nell’educazione e nella salute? Durante venti anni di programmi d’aggiustamento strutturale, è finito nelle infrastrutture delle città, negli aeroporti e nelle strategie per conservare al potere i vecchi amici politici. “E’ questo lo scopo della cooperazione?”, si è interrogato, rispondendovi implicitamente con il negativo. 

Agricoltura contadina o agricoltura agro-capitalista

« Il budget dell’aiuto allo sviluppo dell’Europa occidentale è ambiguo, ha aggiunto. Lo Stato può usare i soldi per sostenere i suoi interessi o i bisogni dei paesi partner. Lo scopo di Alliance Sud è di vigilare al fatto che la cooperazione svizzera sia utile soprattutto ai PMA ed ai settori più sfavoriti della popolazione”.

L’Africa occidentale deve chiedersi quale strategie di sviluppo vuole perseguire. E’ l’agro-capitalismo o l’agricoltura familiare?. “Attualmente, i governi propendono piuttosto per uno sviluppo agro-capitalista, ha fatto notare. Ma la cooperazione allo sviluppo dovrebbe anche prendere chiaramente posizione contro l’accaparramento delle terre”. 

« Date tutte le informazioni sui trasferimenti di fondi da parte dei nostri governanti verso i paradisi fiscali. Dagli anni 1960, avrebbero potuto finanziare tutto lo sviluppo dell’Africa!, si è arrabbiata Penda Mbow, professore di storia all’Università di Dakar e presidente del Movimento cittadino. L’aiuto non può più regolare la questione. Dobbiamo anche riflettere sulla perenizzazione del finanziamento delle ONG africane, che dipendono essenzialmente dai fondi esteri”. 

Atelier PublikumPer questa militante, l’Africa dovrebbe essere maestra delle sue realtà e delle sue risorse. A partire da questo, si potrebbe parlare veramente di partenariato. “Fino a quando le nostre ricchezze saranno sfruttate a dispetto delle nostre realtà, ci sarà sempre un rapporto di dipendenza”, ha concluso. 

Isolda Agazzi, Alliance Sud

> Vedi gli altri articoli in diretta da Dakar (in francese)

Classificazione: Africa , Cooperazione allo sviluppo

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