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Lancio riuscito della campagna "Diritto senza frontiere"

Pubblicato il: 03. 11. 2011

L'eco mediatico della campagna « Diritto senza frontiere » è stato molto ampio. La televisione, la radio ed i giornali di tutte le parti del paese hanno riferito ampiamente sugli obiettivi della campagna, che esige regole vincolanti affinché le multinazionali svizzere rispettino i diritti umani e gli standard ambientali ovunque nel mondo. Alliance Sud gestisce il segretariato della campagna.

Logo Diritto senza frontiere

Il Consiglio federale ed il Parlamento devono garantire, con regole vincolanti, che le imprese con sede in Svizzera rispettino i diritti umani e gli standard ambientali ovunque nel mondo. E’ quello che chiede la campagna « Diritto senza frontiere », che riunisce una cinquantina di organizzazioni, tra cui Alliance Sud.

I diritti umani e la protezione dell’ambiente sono questioni troppo importanti per lasciarle al beneplacito delle imprese. La campagna beneficia del sostegno del Consigliere agli Stati Dick Marty. Questo specialista dei diritti umani chiama la Svizzera a stabilire regole chiare nell’interesse anche della sua propria reputazione.

Le iniziative volontarie sono insufficienti

Glencore in Congo, Triumph in Tailandia o Axpo in Russia… Alcune imprese svizzere violano i diritti umani e gli standard ambientali nelle loro attività all’estero. Su pressione di campagne pubbliche, numerose società hanno certamente preso disposizioni interne in materia di responsabilità sociale ed ambientale. Queste iniziative volontarie « non sono inutili, ma non sono di gran lunga sufficienti per impedire alle imprese di violare i diritti umani e di nuocere all’ambiente », ha spiegato Danièle Gosteli Hauser di Amnesty International davanti ai media a Berna. L’applicazione di questi intenti dipende in effetti dalla « buona volontà delle imprese ». Inoltre, i meccanismi di controllo e di sanzioni sono molto deboli.

Una petizione per regole vincolanti

La cinquantina di organizzazioni di diritti umani e di sviluppo, sindacati, associazioni di protezione dell’ambiente, di donne e di associazioni d’azionari critici, che costituiscono l’alleanza « Diritto senza frontiere », chiede « regole vincolanti per le multinazionali svizzere ». Con la loro campagna ed una petizione indirizzata al Consiglio federale ed al Parlamento, esigono disposizioni che obbligano le imprese con la loro sede in Svizzera a rispettare i diritti umani e gli standard ambientali. «

Oggi, una casa madre non è responsabile degli atti commessi dalle sue filiali o dai suoi fornitori », ha deplorato Chantal Peyer di Pane per tutti / Sacrificio Quaresimale. Nel caso, per esempio, di violazioni dei diritti umani da parte di una filiale di Glencore in Congo, le vittime non hanno oggi nessuna possibilità di sporgere querela contro la casa madre in Svizzera. « Una situazione molto grave per i diritti umani in tali paesi ».

La Svizzera come "rifugio di multinazionali"

Come « rifugio di multinazionali », la Svizzera ha una responsabilità particolare in materia d’imprese e di diritti umani, ha dichiarato Urs Rybi della Dichiarazione di Berna. Ospita il più gran numero di multinazionali al mondo per abitante. Accanto alle imprese tradizionali, attira sempre di più società estere, tra cui un gran numero è attivo nel commercio di materie prime. Un ramo che «è il più esposto in termini di rischi per l’umanità e l’ambiente». Il Consiglio federale ha appena proposto una regolamentazione chiara e rapida delle società di sicurezza privata attive all’estero. Per Urs Rybi, è incomprensibile che la  Svizzera continui a raccomandare l’autoregolazione volontaria per il resto delle imprese.

Per maggiori informazioni :
Lavinia Sommaruga Bodeo, « Diritto senza frontiere » Svizzera Italiana, 091 967 33 66 / 079 659 67 77

Tschoff Löw,

coordinatore «Recht ohne Grenzen», 031 390 93 36 / 079 768 58 11

 

Telegiornale TSI del 3 novembre (20.00) 

Radiogiornale RSI del 3 novembre (18.30-minuto 10.20)

 

Organizzazioni membri di “Diritto senza frontiere”
Alliance Sud (segretariato), Amnesty International, Brücke - Le pont, DB – Dichiarazione di Berna, E-changer, Greenpeace, Groupe de travail Suisse-Colombie, Guatemalanetz Bern, Helvetas Swiss Intercooperation, Multiwatch, Pane per tutti, Sacrificio Quaresimale, Sezione svizzera della Commissione internazionale dei giuristi, Société pour les peuples menacés, Solidar Suisse, Swissaid, terre des hommes schweiz, Terre des Hommes Suisse

Organizzazioni di sostegno
ACES/HEKS, Actares, Action Place Financière Suisse, APRES-GE - Chambre genevoise de l'économie sociale et solidaire, APRES-VD - Chambre vaudoise de l'économie sociale et solidaire, Arbeitskreis Tourismus + Entwicklung, Caritas Svizzera, CETIM - Centre Europe-Tiers Monde, cfd - L'ONG féministe pour la paix, Cotmec - Commission tiers monde de l'Eglise catholique, Donne Evangeliche in Svizzera, Ethos, FGC - Fédération genevoise de coopération, FIAN - Food First Information and Action Network, Fondation Abendrot, Fondation Suisse de l'Energie, GDS - Giuristi e Giuriste Democratici Svizzeri, Groupe solidarité Suisse-Pérou, humanrights.ch / Mers, Interteam, Justitia et Pax, Magasins du monde, Missione Betlemme Immensee - Inter-Agire, OeMe, PBI - Peace Brigades International, Peace Watch Switzerland, Réseau pour la responsabilité sociale dans l'économie NSW / RSE, Solifonds, Sozialinstitut der KAB Schweiz, ssp / vpod, Transparency International Suisse, Travail.Suisse, Unia, Unione svizzera delle donne cattoliche, Uniterre, USS – Unione sindacale svizzera, WWF

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