Alliance Sud alla conferenza sul clima COP 23

Comunicato
Per la prima volta, la Svizzera partecipa alla conferenza internazionale sul clima (COP 23) come pieno membro dell’accordo di Parigi sul clima. Eppure la politica climatica svizzera resta esitante e minimalista.

Comunicato stampa d'Alliance Sud del 1° novembre 2017

Domenica prossima, il 5 novembre 2017, la Svizzera diventerà membro a tutti gli effetti dell’accordo quadro di Parigi sul clima. L’indomani si apre a Bonn la 23a conferenza internazionale sul clima (COP 23). Alliance Sud, il think and do tank di politica di sviluppo delle organizzazioni svizzere di sviluppo, sarà sul posto dal 9 novembre con il suo esperto clima e ambiente, Jürg Standenmann.

In un’ analisi completa, Alliance Sud ha dimostrato che finora la politica climatica della Svizzera risponde in modo molto insoddisfacente agli impegni previsti dall’accordo di Parigi. La Svizzera non dispone di una pianificazione a lungo termine sul modo di ridurre le emissioni di CO₂ all’interno del paese a zero entro il 2050; e la legge attuale sul CO₂ non corrisponde all’obiettivo di Parigi di limitare il riscaldamento climatico globale a 2 gradi Celsius.

Alliance Sud si aspetta dalla Svizzera una politica climatica ambiziosa, che preveda, secondo l’accordo di Parigi, anche mezzi finanziari per aiutare i paesi più poveri e più vulnerabili a gestire i cambiamenti climatici. Ma il Consiglio federale non sa ancora come mobilitare le centinaia di milioni necessarie ogni anno a partire dal 2020. Al centro della COP 23 ci saranno fra l’altro gli impegni in materia di “perdite e danni” (Loss and Damages) . Un tema che, viste le distruzioni causate dai  cicloni e monsoni estremi ha assunto quest’anno un’importanza particolare. Nonostante la presidenza della conferenza, assunta dalle Figi, uno stato insulare del Pacifico, sappia perfettamente la minaccia che rappresenta l’aumento della temperatura, è difficile prevedere se la COP 23 farà progressi sostanziali in questo settore.

Il mandato della Svizzera alla COP 23, presentato dal Consiglio federale, lascia aperta la questione di sapere se la Svizzera – obbligata dalla sua tradizione umanitaria – darà segnali di sostegno ai paesi in via di sviluppo. Al contrario, per la prima volta, la Direzione dello sviluppo e della cooperazione (DSC) non sarà membro della delegazione svizzera. Ciò lascerà una lacuna importante nelle competenze per soppesare gli aspetti di politica di sviluppo. A Bonn, Alliance Sud si impegnerà perchè la delegazione non trascuri temi come l’adattamento, Loss and Damages o la questione dei diritti umani.

Jürg Staudenmann, esperto clima e sviluppo di Alliance Sud, sarà alla COP 23 a Bonn dal 9 al 18 novembre.  Per informazioni e opinioni, sarà raggiungibile a:
Mail:      
juerg.staudenmann@alliancesud.ch
Telefono: +41 (0)79 152 41 72