TISA : verso una deregolamentazione senza fine

Anche in Svizzera sempre più persone si associano alla protesta contro TISA.
Posizione
Il TISA rischia di sconvolgere la vita di intere popolazioni. Oggi inizia a Ginevra il nuovo round di negoziati, a lato dell’Organizzazione mondiale del commercio (OMC). Alliance Sud chiede alla Svizzera di ritirarsi dai negoziati.

Il TISA (Trade in Services Agreement) punta ad una deregolamentazione dei servizi pubblici, di Internet, dei servizi finanziari e delle norme sociali e ambientali. E’ l’accordo più segreto negoziato sinora. La Svizzera e la Norvegia sono gli unici paesi ad aver pubblicato le loro offerte su internet. Le sue clausole principali imprimono all’ordine legislativo nazionale una direzione irreversibile verso un’apertura sempre più grande. Un paese rischia perfino di offrire “per sbaglio” settori interi alla liberalizzazione solo perchè ha omesso di escluderli – sia settori già esistenti che settori che potrebbero nascere in futuro. 

Gli “allegati”, ovvero le parti che riguardano tutti gli Stati firmatari, portano attualmente su servizi la cui fornitura è in mano soprattutto al settore privato, salvo l’energia e i servizi postali. Ma potrebbero aggiungersi ancora allegati sui mercati pubblici e sulle aziende possedute dallo Stato (ferrovie, banche cantonali, la posta, ecc). Peralto, anche se sembra poco probabile nello stato attuale dei negoziati, niente impedisce ad un paese di proporre altri allegati. 

Alliance Sud considera che il problema principale è la liberalizzazione dei servizi pubblici. Anche quando non sono esplicitamente annunciati, per via di un gioco di clausole estremamente aggressive, potrebbe diventare molto difficile per uno stato salvaguardarle, soprattutto visto che la loro fornitura è spesso un mix fra pubblico e privato e la parte pubblica potrebbe essere messa a repentaglio.

Per Alliance Sud, la Svizzera deve ritirarsi da questi negoziati ad alto rischio. Se il Parlamento non vuole spingersi così in là, deve dare almeno un mandato di negoziato più chiaro. Anche se il Segretariato di Stato all’economia (Seco) afferma che non intende liberalizzare i servizi pubblici, questo accordo potrebbe avere un impatto molto negativo sui paesi in via di sviluppo. Bisogna preservare la capacità di regolazione dello stato nei servizi finanziari, fra gli altri, e in materia di norme sociali e ambientali e di protezione dei consumatori. 

La posizione di Alliance Sud (in francese o in tedesco)