La Colombia cede a Novartis

Compressa Glivec
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Pare che sia la minaccia di una causa di Novartis ad aver convinto la Colombia a rinunciare ad emettere una licenza obbligatoria dell’anti cancro Glivec.

Depositata in aprile, la “nota di controversia” si basa sull’accordo di protezione degli investimenti fra Berna e Bogotà. Non è pubblica, ma un sisto d’investigazione l’ha rivelata a fine novembre.

Purtroppo i timori di Alliance Sud sembrano confermati. E’ probabilmente la minaccia di una causa di Novartis che ha spinto il governo colombiano a rinunciare all’intenzione di emettere una licenza obbligatoria del Glivec. Ciò gli avrebbe permesso di commercializzare un generico dell’anti-cancro faro della multinazionale svizzera, diminuendone il prezzo – a seconda delle fonti, dai 15'000 ai 20'000 USD per paziente all’anno – del 77%. Il Glivec è rimborsato dalla previdenza sociale colombiana, il che fa precipitare il budget dello stato. E’ iscritto sulla lista delle medicine essenziali dell’OMS.

Nell’aprile 2016 erano in corso trattative fra il ministro colombiano della salute, Alejandro Gaviria, e Novartis. Il sito d’investigazione International Arbitration Reporter ha appena svelato che il 24 aprile il ministero del commercio ha ricevuto una “nota di controversia” (“notice of dispute”) di Novartis sulla base dell’accordo di protezione degli investiment (API) fra la Svizzera e la Colombia. Qualche giorno dopo, il ministro Gaviria ha annunciato che rinunciava alla licenza obbligatoria. Un mese più tardi, ha parlato di abbassare il prezzo del farmaco del 45%. Il ministro del commercio degli Stati Uniti gli ha chiesto di lasciare più tempo a Novartis per esprimersi. Sembra che gli Stati Uniti, attori importanti del mercato farmaceutico internazionale, temano un predecente pericoloso per la loro industria.

E’ quindi solo il 22 novembre che una commissione nazionale ha adottato una circolare che permette di diminuire il prezzo delle medicine dichiarate d’interesse pubblico. Il Glivec dovrebbe farne parte, ma non si sa di quanto il suo prezzo diminuirà – sicuramente non del 77%.

Prima della via giuridica si erano accumulate le pressioni diplomatiche. Nel maggio 2015, Livia Leu, della Segreteria di Stato svizzera dell’economia (Seco) aveva inviato una lettera alla Colombia chiedendole di rinunciare alle sue intezioni . Dei senatori americani pare abbiano fatto altrettanto, minacciando addirittura di sospendere il finanziamento americano al processo di pace e di escludere la Colombia dal Partenariato Trans-pacifico di commercio e d’investimento (TPP)

Ma sembra sia proprio la minaccia di una causa davanti ad un tribunale arbitrale ad aver convito la Colombia di fare marcia indietro. Per quanto ne sappiamo, è la prima causa che porta esplicitamente sulla diminuzione del prezzo di un farmaco, anche se non è escluso che ce ne siano altre di cui l’opinione pubblica è all’oscuro. Purtroppo questa “prima” incombe ad un accordo svizzero! La Svizzera ne avrebbe probabilmente fatto volenteri a meno.... è urgente che modifichi i suoi API per permettere di proteggere il diritto alla salute delle popolazioni.

Il sistema di risoluzione delle controversie investitori – Stati deve essere abrogato. In caso di controversie, gli investitori stranieri devono rivolgersi ai tribunali nazionali, come gli investitori locali. Ma il trend internazionale va nel senso opposto: proprio adesso, l’Unione europea sta organizzando larghe consultazione per creare un tribunale arbitrale permanente.

Per ulteriori informazioni:
Marco Alberto Velasquez Ruiz, Instituto PENSAR, Bogotà,
Tel: +571 3208320 (Ext 5505)