Banca mondiale: addio standard ecologici e sociali
La Banca mondiale vuole creare un nuovo strumento di credito per programmi nazionali di una certa portata. La protezione dell’ambiente, i diritti sociali e le possibilità di partecipazione della popolazione sono emarginati.
La Banca mondiale è uno dei più importanti finanziatori per le infrastrutture ed i programmi di riforma nei paesi in via di sviluppo. Da decenni è oggetto di critiche. Le organizzazioni non governative (ONG) scoprono regolarmente nuovi casi di disastri sociali ed ecologici provocati dai grandi progetti della banca. Un esempio è la costruzione di un oleodotto attraverso il Ciad ed il Camerun. La Banca mondiale si è ritirata solo molto tempo dopo la distruzione delle foreste e lo spostamento forzato delle famiglie contadine. Le popolazioni interessate hanno potuto esprimersi sul progetto solo in presenza di forze di sicurezza. Le persone private delle loro terre non hanno, il più delle volte, ricevuto nessun compenso appropriato.
Di fatto, la Banca mondiale dispone di numerose direttive interne che mirano ad evitare i danni socio – ecologici dei suoi progetti e che, prevedono la consultazione della società civile, la protezione dei siti sacri, il risarcimento ed una nuova sistemazione degli sfollati. Il problema, come lo mostra una valutazione interna della Banca, pubblicata nel 2010, è la mancanza d’applicazione da parte delle equipe di progetto.
Una nuova iniziativa dall’oscuro nome – “Strumento di prestito-programma per i risultati (P4R)” – potrebbe annientare i progressi della Banca mondiale in materia ecologica e sociale. E’ attualmente in consultazione e dovrebbe essere avallata alla fine dell’anno, dal Consiglio degli Amministratori. Le ONG la rifiutano ed esigono dei miglioramenti.
Il P4R è fondamentalmente diverso dagli altri strumenti di credito della Banca mondiale. Intende sostenere non progetti particolari, ma programmi nazionali di ampio respiro eseguiti dal governo, come per esempio, l’integrazione economica di regioni periferiche. Invece delle condizionalità politiche usuali, come la privatizzazione d’imprese pubbliche, la banca legherà il suo aiuto finanziario ai risultati ottenuti ed a certi indicatori di performance – per esempio, il raddoppio del numero di persone che hanno accesso ai trasporti pubblici.
Il punto è che, la Banca mondiale intende rinunciare, in questo programma alle sue principali direttive per la protezione dell’ambiente e delle popolazioni interessate. L’equipe responsabile della Banca si accontenterà di verificare – di caso in caso ed in maniera “flessibile” – se il governo ha previsto nel suo programma misure “sufficienti” per evitare problemi ecologici e sociali. I documenti del P4R non precisano cosa si debba intendere concretamente con “sufficienti” né come si verificherà l’applicazione di queste protezioni.
Critica della Svizzera
All’inizio dell’anno, la Banca mondiale ha consultato i suoi membri sul suo nuovo strumento di prestito-programma per i risultati (P4R). I rappresentanti della Segreteria di Stato dell’Economia (Seco) e della Direzione dello sviluppo e della cooperazione (DSC) hanno manifestato uno scetticismo rallegrante, durante la revisione della Svizzera, alla quale era invitata Alliance Sud. Hanno sottolineato il rischio che la banca rovini le sue realizzazioni in materia ecologica e sociale, ed hanno richiesto direttive più chiare.
La Banca mondiale non ha, finora, molto preso sul serio le preoccupazioni della Svizzera. Nel suo rapporto di consultazione, le riassume sotto il titolo “Paure di qualche ONG”. Le direttive richieste restano molto vaghe nel progetto revisionato. Il Comitato di sviluppo della Banca, dove la Svizzera è rappresentata, ha chiesto una seconda revisione. Non si sa ancora ciò che ne risulterà. Alliance Sud sollecita la delegazione svizzera a continuare a spingere per la realizzazione dei miglioramenti richiesti.
Mark Herkenrath, Alliance Sud
Traduzione Lara Argenta
(pubblicato sul Giornale del Popolo, 3 novembre 2011)

