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Progetto legge soldi potentati

Pubblicato il: 15. 04. 2010

Le organizzazioni non governative (ONG) della cooperazione allo sviluppo*, fra cui Alliance Sud, salutano il progetto di legge federale sulla restituzione dei valori patrimoniali d’origine illecita delle cosiddette persone politicamente esposte. Tuttavia il progetto contiene gravi lacune. In base alla loro esperienza le ONG chiedono in particolare che la legge sia applicabile anche in mancanza di una domanda di assistenza giudiziaria del paese implicato. Comunicato stampa

Il progetto di legge, messo in consultazione dal Consiglio federale fino a domani, era atteso da tempo. Si potrà quindi evitare di restituire denaro acquisito illegalmente a ex dittatori o alle cosiddette “persone politicamente esposte” come è accaduto nel caso della famiglia Mobutu e come potrebbe accadere con i fondi Duvalier.

Ridefinendo l’onere della prova, il progetto parte con le carte in regola. La legge autorizzerebbe il Consiglio federale, in caso di un incremento «esorbitante» di averi depositati in Svizzera da persone che ricoprono cariche politiche pubbliche in paesi terzi, di bloccare, confiscare e restituire allo Stato implicato i beni oggetto di contestazione. Vista la difficoltà per le autorità di controllo svizzere di raccogliere le prove dell’origine illegale di questi beni, è ragionevole chiedere che sia la persona sospettata a dimostrare la legalità dei suoi possedimenti. I principi di proporzionalità e di protezione della proprietà sono garantiti.

Però, nella sua versione attuale, il progetto di legge non permetterebbe di evitare alla Svizzera di trovarsi di nuovo nella situazione penosa di dover restituire soldi a ex dittatori o ministri aventi depositati nelle banche svizzere fondi pubblici sottratti illecitamente.

1.    Se la “persona politicamente esposta” continua a ricoprire nel suo paese un ruolo influente che le permetta di impedire che una domanda di assistenza giudiziaria sia inoltrata, la legge non potrà essere applicata. La legge deve quindi permettere la restituzione di proprietà illecite anche in mancanza di una richiesta di assistenza giudiziaria. Le autorità svizzere e le organizzazioni della società civile devono poter procedere al blocco, alla confisca e alla restituzione anche se le autorità dello Stato implicato non possono o non vogliono agire.

2.    I progetti che si intendono finanziati con i fondi restituiti devono essere definiti prima della restituzione. Organizzazioni della società civile dei paesi implicati devono poter giocare un ruolo di sorveglianza (watchdog) sui flussi finanziari e la realizzazione dei progetti. Devono essere coinvolte con lo stesso status dei governi e/o le organizzazioni internazionali. Il caso Abacha in Nigeria ha dimostrato l’importanza del ruolo di questi osservatori esterni.

3.    Il progetto di legge prevede la possibilità di negoziare un accordo (solution transactionnelle – Verhandlungslösung). Un accordo che permetterebbe al ladro di conservare una parte della refurtiva. Un accordo del genere, non solo è un rischio per la reputazione della Svizzera. Di fatto sabota gli sforzi di chi, nei paesi d’origine, cerca giustamente di sanzionare gli autori di appropriazione indebita di fondi pubblici. Per questo motivo chiediamo con decisione lo stralcio di questa disposizione (articolo 4).

4.    La definizione di “persone politicamente esposte” deve essere allargato ai dirigenti di grande imprese private. Ebbene, essi sono spesso strettamente legati al mondo politico e partecipano a volte attivamente a reti che lucrano illegalmente.
 

Per maggiori informazioni: Mark Herkenrath, Alliance Sud

 *Action Place Financière Suisse, Alliance Sud, Dichiarazione di Berna, Pane per tutti, Sacrificio Quaresimale, Trasparency International Suisse

Classificazione: Finanze , Svizzera
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