Atalanta: parteciparvi o no?
Il Consiglio degli Stati e il Consiglio nazionale discuteranno - rispettivamente l'8 e il 15 settembre - la partecipazione della Svizzera alle operazioni dell'Unione Europea contro i pirati somali. Peter Niggli, direttore di Alliance Sud ha preso posizione su questa questione nella rivista Global+.
La Svizzera deve partecipare con i suoi soldati ad Atalanta, la missione navale dell’Unione europea (UE) contro i pirati somali? Una decisione dovrebbe essere presa a breve, in autunno. I ritmi della discussione mostrano che il futuro della nostra marina non dipende dalla partecipazione svizzera ad Atalanta. La questione è un’altra e si può articolare in due punti.
In primo luogo, l’esercito. Le missioni all’estero, autorizzate da qualche anno, offrirebbero ai suoi quadri esperienze pratiche. Un’occasione non priva d’interesse, per un esercito che, ipse dixit il Ministro della difesa, ha l’ambizione di essere “il migliore del mondo”.
In secondo luogo, la nostra politica estera. L’UE ed i membri della NATO hanno chiesto a più riprese alla Svizzera una partecipazione militare, in particolare in Afghanistan, nel Congo e nel Ciad. Questi paesi vedono la Svizzera come una potenza economica che, forte di un grande esercito, dovrebbe associarsi alle truppe internazionali di mantenimento della pace.
Il Consiglio federale ha tre opzioni. Potrebbe optare per la partecipazione, cosa che finora ha fatto molto di rado. Potrebbe anche spiegare perché ritiene discutibili questi interventi e quali sono le sue proposte alternative, ciò che è molto improbabile. Infine, potrebbe affermare che l’esercito svizzero non è uno strumento di politica estera: la Svizzera si impegna nella politica estera con la diplomazia, i buoni uffici e la cooperazione allo sviluppo.
Una simile posizione sarebbe sostenibile nel caso dei pirati somali. Con o senza Atalanta, la Somalia continuerà a produrre pirati fino a quando proseguirà la guerra civile e milioni di sfollati avranno fame. Gli interventi militari falliti (Stati Uniti alleati all’Etiopia) non sono estranei al prolungarsi della guerra civile. Anche le multinazionali del Nord e dell’Asia hanno contribuito a creare il problema dei pirati, saccheggiando il patrimonio ittico e scaricando illegalmente i loro rifiuti tossici al largo delle coste -non sorvegliate- della Somalia.
In poche parole, ci sarebbe molto da fare per attori esterni intelligenti, compresa la Svizzera.
Peter Niggli, Direttore di Alliance Sud
Traduzione Fabio Züger
(pubblicato su La Regione, 09.07.2009)

