Pressione costante sul budget della cooperazione

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Nel giugno 2016, il Consiglio nazionale decise che la Svizzera devolvesse 0.48% del reddito nazionale lordo alla cooperazione internazionale. Ma già in febbraio, il Consiglio federale presenterà un insieme di economie che annulla questa decisione.

La battaglia per un budget adeguato della cooperazione svizzera allo sviluppo entra in una nuova fase. Il Consiglio federale ha annunciato per febbraio altre misure di risparmio nelle finanze federali. Pubblicherà probabilmente i piani esatti dopo il voto sulla riforma III dell’imposizione delle imprese (RI imprese III), che potrebbe creare un buco di un miliardo nel budget federale. E’ chiaro che, ancora una volta, il Consiglio federale pianifica tagli massicci nelle spese di cooperazione. Le misure di risparmio nell’esercito, l’agricoltura e in parte anche la formazione sono state largamente rifiutate l’anno scorso in Parlamento. Anche l’ammontare delle spese svizzere di sviluppo ha dato luogo l’anno scorso ad una lotta accesa. All’origine, il Consiglio federale aveva previsto di aumentare il budget di questa importante voce di bilancio. Ma alla fine del 2015, sotto il titolo “Programma di stabilizzazione 2017 – 2019”, aveva già annunciato un pacchetto di economie che imputava alla cooperazione allo sviluppo circa il 25% del totale dei risparmi previsti. Quando, nel febbraio 2016, il Governo ha pubblicato il suo Messaggio sulla cooperazione internazionale della Svizzera 2017-2020, questi tagli vi erano già iscritti. Questo messaggio ha provocato dibattiti accesi in Parlamento. Da un lato, per quanto concerne il quadro finanziario della cooperazione internazionale, dall’altro per il suo legame con la politica migratoria della Svizzera. L’UDC e il PLR hanno chiesto tagli budgetari molto più alti del Consiglio federale e uno spostamento dalla cooperazione allo sviluppo bilaterale all’aiuto umanitario. Ma un tale spostamento toglierebbe i mezzi alla cooperazione bilaterale per impegnarsi in sito per condizioni migliori e aiutare a prevenire le crisi e la povertà. IL PPD ha chiesto di rinviare il messaggio al Consiglio federale, pregandolo di usare la cooperazione allo sviluppo per frenare la migrazione in Svizzera. Ma la cooperazione allo sviluppo non deve né può essere usata come moneta di scambio nei negoziati di politica migratoria. Grazie al lobbying intenso di Alliance Sud e all’ «Appello contro la fame e la povertà», largamente sostenuto, tanto il rinvio quanto i tagli budgetari supplementari sono stati rifiutati per un pelo. Una domanda volta a fare cooperazione allo sviluppo solo nei paesi che collaborano strettamente con la Svizzera nelle questioni migratorie ha potuto essere respinta. Ma alla sessione autunnale, nel dibattito sul programma di stabilizzazione 2017 – 2019, l’UDC e una maggioranza del PLR hanno chiesto di nuovo risparmi nella cooperazione allo sviluppo. Le loro esigenze avrebbero portato la parte della cooperazione internazionale a più di un terzo di tutto il pacchetto di risparmi, ma anche queste due domande sono state rifiutate per un pelo nelle due camere. Lo scorso dicembre, durante il dibattito sul budget federale 2017, l’UDC ha visto respinte, per la terza volta, le sue richieste di tagli. Il Parlamento ha confermato ancora una volta il quadro finanziario della cooperazione internazionale e si è opposto a un taglio massiccio insensato e miope. Se il Consiglio federale vuole tagliare lo stesso nella cooperazione allo sviluppo, il Parlamento deve impedire questo piano senza senso. Alliance Sud si impegnerà vigorosamente per questo. E’ anche nell’interesse della Svizzera dare un contributo appropriato a un mondo pacifico, sicuro e libero dalla fame.