Consiglio degli Stati mantiene la rotta della CAS

Comunicato
Il Consiglio degli Stati segue il Consiglio federale sulla cooperazione internazionale 2017–2020. Ma nel programma di stabilizzazione 2017–2019, i mezzi finanziari sono già rimessi in discussione.

Comunicato stampa di Alliance Sud del 15 settembre 2016

Oggi, con il Messaggio sulla cooperazione internazionale 2017–2020, il Consiglio degli Stati ha discusso i mezzi devoluti ai vari strumenti della cooperazione svizzera allo sviluppo (CAS). Ma nel programma di stabilizzazione 2017–2019, sono già rimessi in discussione.

Dopo il Consiglio nazionale, il Consiglio degli Stati ha approvato oggi il futuro orientamento della cooperazione svizzera allo sviluppo. Il Messaggio sulla cooperazione internazionale 2017–2020 contiene i crediti d’impegno per più di 11.1 miliardi CHF dei vari strumenti della cooperazione svizzera allo sviluppo: l’aiuto umanitario, i progetti bilaterali e multilaterali della cooperazione Sud della DSC, la cooperazione con i paesi d’Europa dell’Est, la cooperazione economica della Seco e, novità, il lavoro della divisione Sicurezza umana.
Già fra due settimane, il Consiglio degli Stati si pronuncierà di nuovo sui mezzi della cooperazione internazionale. Nel programma di stabilizzazione 2017–2019, la sua commissione delle finanze chiede tagli supplementari nella cooperazione internazionale di 300 milioni CHF su tre anni. Nel programma proposto dal Consiglio federale questi tagli corrispondono già a circa il 25% delle misure di economia – in tutto quasi 600 milioni CHF. Se si taglia ancora di più il pacchetto diventerà un esercizio di distruzione unilaterale della cooperazione allo sviluppo.
Visto che le decisioni prese nell’ambito del programma di stabilizzazione 2017–2019 hanno un effetto diretto sui crediti quadro della cooperazione internazionale, il Consiglio degli Stati potrebbe tagliare ancora, senza farsene accorgere, i mezzi stanziati oggi. Alliance Sud si aspetta dai membri del Consiglio degli Stati che, fra due settimane, diano pure un segnale chiaro a favore di una cooperazione allo sviluppo della Svizzera forte e che votino contro nuovi tagli.
In un mondo globalizzato, la Svizzera deve assumersi la sua responsabilità. Se chiudiamo gli occhi davanti ai problemi globali e a sviluppi errati, le generazioni future pagheranno (ancora di più).