Piccolo gesto in favore dei paesi meno avanzati

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Rifiutando il 9 marzo un’importante proposta di minoranza, il Consiglio nazionale ha mantenuto le incoerenze di politica di sviluppo della legge federale sull’approvvigionamento economico del paese.

Punto positivo, il Consiglio federale si è comunque impegnato a non più finanziare gli stock obbligatori di oli e grassi commestibili sulle spalle dei paesi meno avanzati. Il Consiglio nazionale, come seconda camera, ha adottato il 9 marzo la revisione totale della Legge federale sull’approvvigionamento economico del paese (LAP, 14.067). Ha in particolare dibattuto il modo di finanziamento degli stock obbligatori di derrate alimentari, che si effettua attraverso il prelevamento di dazi doganali (“contributi al fondo di garanzia”, CFG) sulle importazioni. Ha rifiutato con 128 voti contro 63 una proposta di minoranza (PS, Verdi, Verdi liberali) chiedendo di esentare da queste tasse i beni importati dai paesi in via di sviluppo, in particolare dai paesi meno avanzati (PMA).

Come rilevato da diversi deputati, queste tasse sono problematiche da un punto di vista di politica di sviluppo. Da un lato, contraddicono il libero accesso integrale accordato dalla Svizzera nel 2009 a tutti i prodotti provenienti dai PMA e dai paesi fortemente indebitati. D’altro canto, sono inique, perché comportano di fatto finanziamenti delle riserve strategiche della Svizzera – uno dei paesi più ricchi del pianeta – con prelevamenti sulle importazioni dei paesi più poveri. Sopprimerli per i PMA sarebbe d’altronde in linea con il Messaggio del Consiglio federale sulla cooperazione internazionale 2017-2020, che vuole rinforzare le misure in favore dei contesti fragili.

Coscienti di queste incoerenze, ma desiderosi di una soluzione “pragmatica” e non legale, il consigliere federale Schneider-Ammann si è impegnato a liberare dal CFG le importazioni di oli e grassi commestibili provenienti dai PMA. Il mancato guadagno di 4 milioni di franchi sarà compensato da un aumento del CFG sulle importazioni degli altri paesi.

Alliance Sud, che ha denunciato da diversi anni i problemi di politica di sviluppo legati agli stock obbligatori, accoglie favorevolmente l’impegno del Consiglio federale verso i PMA, anche se deplora tre elementi. Innanzitutto, l’assenza di una garanzia di stabilità a lungo termine e di trasparenza attraverso una disposizione legale.  In secondo luogo, il fatto che un CFG venga mantenuto formalmente su tutta una serie di altri prodotti (caffè, riso semi-lavorato o lavorato, rotture di riso, foraggi, ecc.) provenienti dai PMA, che è contrario al regime speciale in favore dei PMA previsto dall’Ordinanza sulle preferenze tariffali.  Infine, il Consiglio federale ed il Consiglio nazionale non sono entrati in materia su un altro aspetto importante della proposta di minoranza: l’esenzione della tassa sulle importazioni di derrate alimentari e foraggi provenienti da paesi in sviluppo beneficiari di preferenze tariffali. La Svizzera continuerà dunque a dare con una mano per togliere con l’altra e, come con lo zucchero, a modificare a fini protezionistici le misure per gestire le situazioni di crisi.