E’ tempo di cambiare paradigma

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Il chiaro no alla riforma dell’imposizione delle imprese III (RI Imprese III) è una vittoria della democrazia sugli interessi di parte dell’industria svizzera dell’evasione fiscale, che cerca di estendersi all’estero.

Il risultato senza ambiguità del referendum è un’occasione unica per il Consiglio federale e il Parlamento di riorientare la politica fiscale svizzera perché non ostacoli più uno sviluppo socialmente ed ecologicamente sostenibile del mondo.

Domenica scorsa, gli elettori svizzeri hanno rifiutato ad una netta maggioranza del 60% la riforma dell’imposizione delle imprese III. Non hanno respinto seccamente solo una competizione fiscale ancora più sfrenata all’interno della Svizzera, che avrebbe indotto  nuove misure di risparmio nei cantoni e alla Confederazione. Ma anche la sostituzione pura e semplice dei vecchi privilegi fiscale delle imprese “cassette delle lettre” e altre società di statuto con innumerevoli nuovi privilegi. E’ quindi giunto il tempo di cambiare paradigma nella politica fiscale internazionale della Svizzera.

Anche con il no di ieri, la Svizzera deve eliminare i privilegi fiscali in vigore per le multinazionali al più tardi entro il 2019 per via dei nuovi standard internazionali dell’OCSE, dell’UE e del G20. Adesso il Consiglio federale e il Parlamento devono elaborare una nuova proposta capace di ottenere una maggioranza. In questa nuova versione non ci sarà più posto per nuovi strumenti di evasione fiscale quali l’imposta sull’utile con deduzione degli interessi, una “patent box” troppo lassista o deduzioni fiscali esagerate o mal definite per la ricerca e lo sviluppo, se non si vuole rischiare un nuovo rifiuto via referendum.

Dal punto di vista della politica di sviluppo, la nuova versione deve ridurre nettamente i rischi di spostare i profitti delle multinazionali nel paradiso fiscale elvetico. Per Alliance Sud è inaccettabile che i profitti delle multinazionali stabilite in Svizzera possano scappare al fisco dei paesi in via di sviluppo per essere tassati qui quasi a zero. Grazie ai trucchi fiscali delle multinazionali, i paesi del Sud perdono centinaia di miliardi di dollari di introiti all’anno di cui hanno urgentemente bisogno per la formazione, la salute e l’infrastruttura. La politica svizzera di una fiscalità lieve contraddice i principi dell’Agenda 2030 di sviluppo sostenibile dell’ONU e il principio di coerenza della politica estera della Svizzera. La politica economica estera non dovrebbe ostacolare l’impegno di politica di sviluppo della Svizzera.

Per pervenire ad una migliore riforma dell’imposizione delle imprese che possa essere approvata dagli elettori, Alliance Sud chiede che tutti i gruppi interessati siano inclusi in modo equilibrato nell’elaborazione della nuova proposta. I sindacati, le chiese e le ONG devono essere pure inclusi nelle cerchia che elaboreranno la nuova versione.  Ciò non era stato fatto per quella attuale, il che ha permesso alla maggioranza di destra del Parlamento di trasformarla in un self service per l’industria dell’evasione fiscale – con le conseguenze che sappiano nelle urne. Il Consiglio federale non deve usare il no di domenica per giustificare nuovi risparmi nel budget federale – l’aveva fatto prima della votazione, invocando una diminuzione del gettito fiscale consecutiva all’attuazione rapida della RI Imprese III.