Inquietanti retroscena di transizione energetica

Pollution Mongolie intérieure.
Pollution Mongolie intérieure
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In Occidente, la transizione energetica è sinonimo di un passaggio verso un mondo pulito, privo di carbone e sostenibile. Una magnifica operazione di “greenwashing” secondo il giornalista Guillaume Pitron, autore di un libro che ha suscitato clamore.

Metalli rari, terre rare, di cosa parliamo?

Ai metalli abbondanti che tutti conoscono come il ferro, il piombo o l’oro e l’argento, si aggiungono dei metalli più rari, di solito mescolati a questi, si pensi al cobalto, al gallio o alle «terre rare».

Le terre rare sono in realtà sparse un po’ ovunque nella crosta terrestre. Formano un insieme di 17 metalli indispensabili alla transizione energetica. Si ritrovano in tutti i settori strategici dell’economia: automobile, aereonautica, energie rinnovabili, difesa, medicina e in tutti gli smartphone e i computer.

Diverse caratteristiche li differenziano dai metalli abbondanti: la loro produzione ridotta e i loro costi. Secondo l’autore, oggi si producono 130 000 tonnellate l’anno di terre rare e due miliardi di ferro, ossia 15 000 volte meno.

Il loro costo elevato è dovuto all’estrazione e alla raffinazione, un’operazione molto inquinante. Secondo Eléctricité de France (EDF) «2000 tonnellate di rifiuti tossici sono scaricati per produrre una tonnellata di terre rare». Fonte

Una questione geopolitica e strategica

Dagli anni 60 agli anni 80, gli Stati Uniti erano il primo produttore al mondo di terre rare. La Cina, dagli anni 80, ha completamente modificato la sua strategia: grazie a una produzione massiccia e a bassi prezzi è diventata la leader mondiale in questo settore. Ignorando l’impatto ecologico disastroso di questa politica, la Cina guardava soprattutto al vantaggio economico che poteva trarne.

Fu un fulmine a ciel sereno quando la Cina, nel settembre del 2010, impose un embargo contro il Giappone sulle terre rare. L’Occidente prese coscienza della sua estrema dipendenza dalla Cina in questo campo.

Oggi i paesi occidentali tentano di diminuire la loro dipendenza dal gigante cinese. Tuttavia, come sottolinea l’autore, il tempo di estrazione è molto lungo: sono necessari 15-20 anni tra la scoperta di un giacimento e il suo sfruttamento.

Delocalizzazione dell’inquinamento

Mountain Pass, l’unica miniera di terre rare in territorio americano negli anni 80, ha interrotto la sua attività a causa di gravi problemi ambientali e della caduta dei prezzi. All’Occidente questa situazione soddisfaceva perché gli permetteva di evitare i problemi ambientali sul suo territorio e di acquistare questi metalli indispensabili a un prezzo contenuto.

A causa dell’embargo del 2010, parecchi progetti minerari sono stati rilanciati. L’esempio del gruppo australiano Lynas è emblematico: l’Australia accetta di estrarre il minerale dal suo suolo ma delocalizza la sua raffinazione in Malaysia dove gli standard ambientali sono minori. Ci troviamo di fronte a una delocalizzazione dell’inquinamento.

Passare davvero a un mondo decarbonizzato?

Alla conferenza di Parigi sul clima (COP21), la comunità internazionale si è rallegrata dell’impegno di 195 Stati a limitare il riscaldamento sotto i due gradi.

Ora, per vincere questa scommessa, i metalli rari costituiscono un elemento chiave poiché sono indispensabili a tutti i progetti di decarbonizzazione dell’economia mondiale. Questo implica un aumento considerevole della produzione di metalli rari. Secondo una stima del Centro nazionale della ricerca scientifica francese (CNRS), nei prossimi 30 anni, si estrarranno più metalli di quanti l’umanità ne abbia mai estratto da 70 000 anni! Quindi, la questione della credibilità di un simile modello di transizione, si pone drasticamente.

Di fronte alla necessità vitale di limitare il riscaldamento, Guillaume Pitron si chiede se l’estrazione di terre rare nei paesi occidentali stessi non possa servire al mondo politico e alla popolazione da catalizzatore per interrogarsi sui nostri stili di vita?

Guillaume Pitron, La guerre des métaux rares : la face cachée de la transition énergétique et numérique, Paris : Les Liens qui Libèrent, 2018, 294 p., cote RefLa/16.16./14130

Approfondire il tema su: https://www.alliancesud.ch/fr/infodoc/metaux-rares