"non abbiamo nessuna scusa"

Antoine Russbach, réalisateur du film "Ceux qui travaillent"
30.10.2019
Zoom
Lavoro e migrazione nel film di Antoine Russbach

Doppiamente premiato al Premio del cinema svizzero 2019 nelle categorie “miglior film” e “migliore sceneggiatura,” Ceux qui travaillent del regista ginevrino Antoine Russbach affronta il tema del lavoro tramite il percorso di Frank, appartenente ai quadri di un’azienda a Ginevra che noleggia cargo per il trasporto marittimo. Il film è stato presentato in anteprima mondiale al festival di Locarno.

L’intervista è stata realizzata dall’InfoDoc di Alliance Sud

Perché scegliere l’ambito della spedizione marittima (shipping) come cornice di lavoro per il suo film?

Inizialmente, avevo il desiderio di realizzare un film corale intitolato Ceux qui travaillent, Ceux qui combattent et Ceux qui prient (Quelli che lavorano, Quelli che combattono, Quelli che pregano), con l’idea di delineare uno stato generale della società. Il progetto si è trasformato in una trilogia articolata intorno al modello dell’organizzazione sociale feudale formata dagli agricoltori (Ceux qui travaillent), dalla nobiltà (Ceux qui combattent) e dal clero (Ceux qui prient). Nel primo film ho quindi tentato di rispondere alla domanda «Chi ci nutre?», chi porta il nostro cibo fino ai ripiani del supermercato?

Avevo letto il libro Splendeurs et misères du travail, dell’autore anglo-svizzero Alain de Botton, nel quale quest’ultimo segue il percorso di un pesce impanato, dal piatto fino al pescatore. Ho trovato questo libro di grande ispirazione: colpisce il fatto che tutte queste tappe del trasporto delle merci sono a noi completamente invisibili.

Mi sono documentato enormemente sul tema e ho realizzato l’importanza della Svizzera nel settore del trasporto delle merci, più in particolare a Ginevra, la città dove sono cresciuto. Trovavo folle il fatto che la Svizzera, un paese senza accesso al mare, sia uno dei più grandi attori in questo settore. Nel corso delle mie ricognizioni ho potuto incontrare svariati professionisti nel settore del trasporto marittimo a Ginevra. Discutendo con loro, ho realizzato che non vedevano mai i battelli che essi stessi gestivano. Queste imbarcazioni sono dei punti su una carta che essi gestiscono da un computer o da un telefono. Ciò testimonia la semi-virtualità del mondo nel quale viviamo. Le comunicazioni telefoniche del film fanno credere che queste persone alle quali parliamo dall’altra parte del mondo non siano reali. Allo stesso modo, tendiamo a credere che i nostri beni di consumo non vengano da nessuna parte.

Il suo film affronta anche la questione della migrazione. All’inizio del film, un clandestino si imbarca su uno dei battelli gestiti da Frank.

Avevo letto nei giornali che i marinai talvolta sono confrontati con la presenza di passeggeri clandestini sui loro cargo. Ciò implica quindi di dover tornare indietro per riportarli al porto dal quale si sono potuti imbarcare. Questa procedura costa molti soldi e genera delle grandi perdite nel caso del trasporto di prodotti deperibili. Questo tema dei clandestini rappresenta un grande tabù nell’ambiente del noleggio/delle spedizioni marittime. Quando ho rivolto la domanda agli impiegati del settore che ho incontrato, uno tra loro mi ha confessato di essere stato confrontato una volta sola con la presenza di un clandestino su uno dei suoi battelli. La sua prima reazione fu di volersene sbarazzare sul posto ma ci ha ripensato e ha fatto tornare indietro il suo battello per riportarlo al suo porto di origine. Non è che qualche giorno dopo, quando i marinai gli inviano una fotografia del clandestino, nella quale quest’ultimo portava la maglietta di calcio della sua squadra preferita, che che ha realizzato che il clandestino era un essere umano e non un problema. All’inizio di Ceux qui travaillent, Frank si confronta con la stessa situazione. Lui fa la scelta di gettare fuori bordo questo clandestino. Questo crimine orribile provocherà il suo licenziamento e il film ne esplora le conseguenze morali. Questo uomo invisibile è un essere umano e Frank se ne dimentica.

Il suo film mette quindi in luce allo stesso tempo le conseguenze indirette delle nostre abitudini di consumo.

Il film ci mette a confronto in diverse maniere con l’invisibile e con il virtuale. CEUX QUI TRAVAILLENT non è un film anticaplitalista né pro-capitalista, ci fa notare che questo sistema è anche quello che nutre in gran parte il mondo occidentale. Se questo sistema venisse eliminato, dovremmo rivedere completamente le nostre abitudini di consumatori. Qui è piuttosto una questione di co-responsabilità. Il film mette in discussione piuttosto la natura umana del suo impatto nei sistemi che costruiamo. Mira a far riflettere lo spettatore sul suo ruolo, sul suo posto e sulla sua responsabilità in questa società. È la stessa posizione che si adotta in quanto consumatore: siamo capaci di indignarci della violenza del sistema capitalista e di andare a comprare un telefono il giorno dopo. La questione è di sapere dove si ferma la nostra inerzia. La nostra capacità di non cambiare, malgrado ciò che si sa ci affascina e ci terrorizza, poiché non abbiamo nessuna scusa: siamo sovra-informati.

Ceux qui travaillent è visibile in VOD sul sito di Outside the Box (outside-thebox.ch)

Sinossi

Quadro superiore di una grande compagnia che noleggia cargo  per trasporto marittimo, Frank consacra tutta la sua vita al lavoro. Nel momento in cui deve far fronte ad una situazione di crisi a bordo di una nave cargo, Frank prende – solo e nell’urgenza – una decisione che gli costa il posto di lavoro. Profondamente scosso e tradito da un sistema al quale aveva dato tutto, è costretto a rimettere tutta la sua vita in questione.