Lo sviluppo sostenibile al centro del potere?

Articolo global
L’attuazione dell’Agenda 2030 è un vero enigma sul piano organizzativo. L’Agenda 2030 dà infatti filo da torcere (anche) alla Svizzera. Ma chi deve assumere questo compito in seno all’amministrazione? E quali competenze sono richieste?

La comunità internazionale è riuscita a trovare un’intesa su 17 obiettivi e 169 sotto obiettivi di sviluppo sostenibile (OSS) a scala mondiale. La lista di obiettivi tocca ambiti molto differenti: come la protezione della biodiversità, la regolamentazione dei mercati finanziari e la parità di genere.

Un attento esame degli obiettivi rivela che alcuni di essi s’influenzano o si rafforzano a vicenda, ma possono anche contraddirsi. È quindi cruciale che l’attuazione sia coordinata da un’istanza il più competente ed influente possibile. L’OCSE raccomanda d’inserire l’applicazione dell’Agenda 2030 al centro del governare (“center of government”).

Com’è la situazione in Svizzera? Il Consiglio federale propone che una conferenza dei direttori degli uffici federali s’incarichi dell’attuazione dell’Agenda 2030. Un organo concepito per ottenere quindi un consenso minimo e niente di più. E’ possibile prevedere che questa conferenza dei quadri federali non avrà la leadership necessaria. Leadership che, come già diceva un ministro olandese, dovrebbe coinvolgere potere, risorse umane e finanziarie (“power, people and pennies”).

A questo proposito, secondo i dati dell’OCSE, diversi paesi sono – almeno – un passo avanti rispetto alla Svizzera:

  • Il Messico ha istituito un comitato sotto la direzione del Presidente della Repubblica; questo organo integra i diversi ministeri coinvolti ed ha, in particolare, la competenza di definire come valutare i progressi compiuti e d’informare su ciò.
  • La Repubblica Ceca ha creato un consiglio per lo sviluppo sostenibile che riunisce commissioni tematiche composte da centinaia di esperti. Il consiglio è diretto dal Primo Ministro ed ha anche il compito di monitorare l'attuazione dell'Agenda 2030 nel paese e per il paese (“review and follow up”).
  • La Germania ha affidato la responsabilità della mesa in pratica dell'Agenda 2030 a uno Stato-maggiore della Cancelleria, nel cuore del potere. Quest’ultimo interviene direttamente nei processi politici solamente in casi eccezionali.

Ogni sistema politico ha le sue specificità e peculiarità: la conseguente attuazione dell'Agenda 2030 rappresenta una sfida importante per tutti gli Stati ed i loro sistemi di governo. È chiaro che proteggere il pianeta, raggiungere la giustizia sociale e la sostenibilità finanziaria dell'Agenda 2030 richiede creatività.

Il sistema politico svizzero offrirebbe la necessaria libertà: la Cancelleria, come interfaccia del potere, o un delegato federale indipendente (uomo o donna) con ampi poteri, sono solo due piste che sarebbero state più promettenti della soluzione per la quale il Consiglio Federale ha optato.

(Traduzione: Samuel Notari)

Per Alliance Sud, l’organo responsabile dell’applicazione dell’Agenda 2030 deve possedere le seguenti competenze:

  • Avere la responsabilità dell’attuazione, monitorare i progressi e poter dare informazioni in merito.
  • Essere in grado di rilevare i conflitti di obiettivi – in particolare tra i dipartimenti – e di informare in modo appropriato.
  • Avere il potere di decidere in caso di conflitto di obiettivi, tenendo conto della sostenibilità ambientale e della giustizia sociale, ossia essere in grado di risolvere il conflitto.