150 milioni $ per il clima invece dello sviluppo

26.8.2020
Articoli di politica
Il 19 agosto il Consiglio federale ha deciso di trasferire 150 milioni di dollari dal futuro credito quadro per la cooperazione allo sviluppo al Fondo verde per il clima. Alliance Sud critica questa deviazione dei soldi dello sviluppo.

Non c’è dubbio che la protezione del clima e l’adattamento al cambiamento climatico diventino sempre più urgenti, soprattutto nei Paesi in via di sviluppo. Ma il problema è che la Svizzera riorienta a tal fine i soldi dello sviluppo, che sono pure necessari. Ciò facendo, non solo contraddice apertamente la Convenzione di Parigi sul clima, ma anche i principi di una cooperazione allo sviluppo efficace. In questo contesto Alliance Sud ha già dimostrato varie volte che i soldi necessari potrebbero essere trovati subito applicando il principio “chi inquina paga”.

L’aumento dei costi delle misure urgenti di protezione e di adattamento al clima nei Paesi del Sud esige mezzi supplementari. La ricostituzione del Fondo verde per il clima (Green Climate Fund), che finanzia progetti climatici nei Paesi in via di sviluppo e emergenti, dovrebbe quindi raddoppiare i mezzi stanziati dai Paesi industrializzati. Se alcuni si sono impegnati a farlo, la Svizzera vuole aumentare il contributo solo del 50%. È una scelta avara e miope.

Più problematico ancora è il fatto che i 150 milioni di dollari approvati dal Consiglio federale il 19 agosto non sono addizionali, ma presi dal budget già modesto della cooperazione allo sviluppo. Questi soldi non sono quindi più disponibili per i compiti essenziali della cooperazione allo sviluppo – la riduzione della povertà e delle disuguaglianze.

È chiaro che la riduzione delle emissioni e la riduzione della povertà hanno obiettivi e destinatari diversi (vedi anche la posizione di Alliance Sud), visto che le emissioni possono difficilmente essere ridotte in modo significativo presso i più poveri. Anche i progetti di adattamento al clima più giudiziosi ed efficaci vertono alle minacce future del cambiamento climatico, non al miglioramento immediato delle condizioni di vita delle popolazioni più povere. Si tratta però di un principio di buona cooperazione allo sviluppo e quindi di una condizione sine qua non per l’utilizzazione dei soldi di quest’ultima. È proprio per questo che la Convenzione di Parigi sul clima esige mezzi “nuovi e supplementari”.

Uno studio commissionato da Alliance Sud (“Il contributo svizzero al finanziamento internazionale del clima”, in francese) ha mostrato chiaramente che finora il finanziamento svizzero del clima non ha beneficiato alle persone più povere e più toccate dalla crisi climatica.

Per Alliance Sud è chiaro che la protezione del clima a scapito del compito principale della cooperazione allo sviluppo non è la strada giusta! Sarebbe certamente possibile utilizzare i mezzi raccolti secondo il principio “chi inquina paga” per il finanziamento internazionale del clima. Un avviso legale di febbraio 2019 ha dimostrato che anche una ripartizione parziale delle tasse d’incentivo sarebbe costituzionale ed efficace.

Alliance Sud critica vivamente il fatto che finora né il Consiglio federale né il Parlamento abbiano preso in considerazione tali opzioni. Finanziare la protezione internazionale del clima a scapito della cooperazione è la strada sbagliata.