Partecipate alle elezioni del cambiamento!

Mark Herkenrath, direttore di Alliance Sud.
Articolo global
Alla luce delle sfide che la Svizzera deve affrontare nel mondo, la campagna elettorale è stata stranamente blanda. Chiunque pensi che abbiamo bisogno di cambiamenti voterà il 20 ottobre - e incoraggia il suo ambiente a fare lo stesso.

Restano ancora pochi giorni prima dell’elezione del nuovo Parlamento, che modellerà la politica della Svizzera per i prossimi quattro anni. Dopo una legislatura giudicata da più parti come persa, sprecata o dilapidata, torna a farsi viva la speranza. Ogni elezione comporta la scelta di un orientamento ma questa volta, a giusta ragione, si può anche parlare di elezioni del cambiamento. Ed effettivamente un cambiamento è necessario: in queste ultime settimane, milioni di persone l’hanno reclamato in ogni angolo del mondo. Sono convinte che il modello economico basato sul consumo di combustibili fossili abbia raggiunto i suoi limiti. Queste persone hanno dei solidi alleati tra gli scienziati, ma molti meno nelle cerchie dei politici strettamente legati agli interessi economici. Occorre però fare una precisazione: sempre più rappresentanti degli ambienti economici hanno riconosciuto la gravità della situazione e capito che, se non ci s’impegna già sin d’ora sulla via della trasformazione e dello sviluppo sostenibile, presto ci saranno unicamente dei perdenti, col conseguente rischio di provocare delle disapprovazioni difficili da valutare.

L'anno prossimo il nuovo Parlamento adotterà due progetti decisivi: la revisione totale della legge sul CO₂ e il Messaggio sulla cooperazione internazionale della Svizzera 2021-2024. La nuova legge sul CO2 deve permettere di attuare l’Accordo di Parigi sul clima, e ciò senza concessioni. Il Messaggio sulla cooperazione internazionale ha invece come scopo principale quello di sapere se la Confederazione intende dare il proprio contributo alla lotta contro la povertà nel mondo o se la cooperazione allo sviluppo deve dapprima servire alla promozione del commercio estero. Switzerland first oppure solidarity first?

Alliance Sud, organizzazione indipendente dai partiti politici, non propone nessuna raccomandazione di voto. Per contro, sa molto bene in quali partiti può contare su un certo sostegno. Smartvote ha chiesto ai candidati a un seggio parlamentare il loro avviso sull’introduzione di una tassa sui carburanti e sull’aumento, o la diminuzione, dell’importo accordato dalla Confederazione alla cooperazione allo sviluppo. Le risposte di certi partiti borghesi e di centro sono state notevolmente eterogenee, motivo per cui vale la pena esaminare più da vicino i profili dei candidati.

Tenuto conto delle sfide alle quali è confrontata la Svizzera nel mondo, l’ultima campagna elettorale è stata stranamente scialba e senza ispirazione. Le pennellate di colore sono giunte essenzialmente dalla società civile. Ma la maggioranza di coloro che hanno il diritto di voto si tiene ancora passivamente in disparte. Più la Svizzera si è arricchita nel XX° secolo, meno la sua popolazione è andata a votare. Un secolo fa, l’80.4% della popolazione si recava alle urne. Mentre nel 1975 il numero di votanti superò per l’ultima volta il 50%. Chiunque ritenga che abbiamo bisogno di un cambiamento adesso, andrà a votare il prossimo 20 ottobre – non senza aver incitato il proprio entourage a fare la stessa cosa!

Pubblicato il 28.09.2019 sul Corriere del Ticino
(Traduzione Fabio Bossi)