Calo del finanziamento dello sviluppo

Comunicato
La Svizzera sta chiaramente mancando l’obiettivo auto-prefissatasi nell’ambito della cooperazione allo sviluppo. Mentre il livello dell'APD nei Paesi dell'OCSE è rimasto pressoché stabile, la Svizzera deve annunciare un forte calo del 14%.

Comunicato stampa di Alliance Sud del 10 aprile 2018  

Forte diminuzione del finanziamento svizzero dello sviluppo

I dati pubblicati il 10 aprile dal Consiglio federale mostrano che la Svizzera sta chiaramente mancando l’obiettivo auto-prefissatasi nell’ambito della cooperazione allo sviluppo. Continua ad allontanarsi dall’obiettivo internazionale di utilizzare lo 0.7% del reddito nazionale lordo (RNL) per il finanziamento dello sviluppo. Mentre questa quota rimane appena stabile per i paesi dell’OCSE, per la Svizzera è scesa dallo 0.53% allo 0.46: un forte calo del 14%.

Nel 2011, il Parlamento elvetico ha fissato l’obiettivo di aumentare fino allo 0.5% la quota dell’aiuto pubblico allo sviluppo (APS) come parte del reddito nazionale lordo (RNL). Questo obiettivo è stato raggiunto nel 2015. Ciò è accaduto in parte grazie alla crescita dei budget per i programmi di cooperazione allo sviluppo, ma principalmente grazie all’aumento delle spese legate ai richiedenti l’asilo in Svizzera; tali spese possono infatti rientrare nei conti relativi ai costi dello sviluppo, conformemente agli standard internazionali. Lo scorso settembre, il Consiglio nazionale ha affermato con una netta maggioranza che intende mantenere l’obiettivo dello 0.5%. Tuttavia, le cifre attuali mostrano che la Svizzera è ricaduta ai livelli del 2013. Nel 2017 la quota APS è scesa allo 0.46% del RNL.

Il declino della quota APS si spiega fondamentalmente con la diminuzione dei costi legati ai richiedenti l’asilo in Svizzera. Anche la parte destinata alla cooperazione allo sviluppo in senso stretto ha però subito una riduzione. Nel 2016, la quota APS – detraendo i costi per i richiedenti l’asilo – era ancora di 0.43%. Nel 2017, è diminuita fino allo 0.41%. Ciò significa che nel 2017 i programmi di sviluppo a lungo termine della Direzione dello sviluppo e della cooperazione (DSC) hanno ottenuto circa 120 milioni di franchi in meno rispetto al 2016. Si tratta di una riduzione dell’8%. Le ragioni di questo calo risiedono nei programmi di risparmio che hanno toccato in modo sproporzionato la cooperazione allo sviluppo negli ultimi anni. Nonostante questa rappresenti il 4% del budget totale federale, è stata l’oggetto del 25% delle misure di risparmio messe in atto nell’ambito del programma di stabilizzazione 2017-2019. Insieme al preventivo per le spese del 2018, il Consiglio federale ha presentato anche il nuovo programma di risparmio, il quale prevede che il 20% dei provvedimenti saranno presi a scapito della cooperazione allo sviluppo e quindi dei più poveri a livello mondiale. Per Alliance Sud, il centro di competenze (“think-and-do-tank”) delle organizzazioni di sviluppo svizzere, tutto ciò è ancora più sconvolgente dal momento in cui il bilancio federale del 2017 presenta al contempo un’eccedenza record che si aggira attorno ai 5 miliardi di franchi.

Nel 2016, i costi legati ai richiedenti l’asilo rappresentavano ancora il 19.4% delle spese contabilizzate come fondi investiti nello sviluppo. Vista la diminuzione delle domande d’asilo in Svizzera, la loro quota è scesa al 9.2% nel 2017. Nel confronto internazionale, la Svizzera si colloca appena al di sotto della media dei paesi rappresentati nel Comitato di aiuto allo Sviluppo (CAS) dell’OCSE (9.7%). Per la prima volta, la Confederazione non fa dunque più parte di quei paesi che conteggiano le maggiori spese non legate allo sviluppo in senso stretto come fondi investiti in questo settore.

Alliance Sud critica fortemente il fatto che le spese per l’alloggio e la presa a carico dei richiedenti l’asilo durante il primo anno possano essere attribuite al finanziamento dello sviluppo secondo le direttive del CAS dell’OCSE. Per Eva Schmassmann, responsabile del dossier Politica di sviluppo di Alliance Sud siamo di fronte a un inganno: «È una etichettatura ingannevole poiché questi importi non procurano benefici in termini di progresso nei paesi in via di sviluppo. Aiutano unicamente ad aumentare le spese per lo sviluppo secondo una misura che non corrisponde alla realtà». Negli ultimi anni, la Svizzera è quindi sempre stata la prima beneficiaria dei suoi propri fondi stanziati per lo sviluppo (leggere anche Coopération publique au développement et coûts de l‘asile – La Suisse en comparaison internationale).

Per ulteriori informazioni:
Eva Schmassmann, dossier Politica di sviluppo, Alliance Sud, tel. 076 458 89 52