In continuo cambiamento

28.6.2021
Articolo global
L'ultima opinione di Mark Herkenrath come direttore di Alliance Sud.

Eraclito ci ha insegnato che l’unica costante della vita è il cambiamento. Eppure son passati 13 anni, o quasi, da quando ho iniziato a lavorare presso Alliance Sud. Ora, per motivi familiari, è venuto il momento di dire addio – un buon momento per dare uno sguardo a ciò che ci si è lasciati alle spalle, ma al tempo stesso per guardare avanti.

Quando ho ripreso la responsabilità del dossier della politica fiscale presso Alliance Sud, nel 2008, il nostro ministro delle finanze Hans-Rudolf Merz credeva ancora che il segreto bancario elvetico fosse immutabile tanto quanto il massiccio del San Gottardo. Gli evasori fiscali e i potentati corrotti dei Paesi in via di sviluppo, desiderosi di nascondere i loro averi in Svizzera, erano liberi di farlo. Poi è arrivata la crisi finanziaria ed economica mondiale, portando un colpo fatale a un buon numero degli Obiettivi di Sviluppo del Millennio (OSM), che avrebbero dovuto essere raggiunti entro il 2015; in compenso essa ha galvanizzato la lotta contro l’evasione fiscale.  

Improvvisamente anche le potenti nazioni industrializzate hanno voluto prendere delle misure contro i frodatori del fisco. Avevano infatti un urgente bisogno d’incrementare i redditi dello Stato per finanziare i loro piani di salvataggio delle banche. Queste misure ammontavano a miliardi! Alliance Sud ha però dovuto battersi per anni per far sì che la Svizzera estendesse finalmente lo scambio automatico d’informazioni in ambito fiscale ai Paesi in via di sviluppo. E lotta ancora contro gli incentivi funesti per le società multinazionali a trasferire i loro profitti, in gran parte non tassati, dai Paesi più poveri verso la Svizzera.

Quando nel 2015 ho ripreso il testimone da Peter Niggli, diventando direttore d'Alliance Sud, gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (OSS) avevano appena rimpiazzato gli obiettivi di Sviluppo del Millennio. Con l'Agenda 2030, i ricchi Paesi industrializzati si sono impegnati in un percorso politico volto non solo agli interessi nazionali a corto termine, bensì orientato al benessere a lungo termine degli esseri umani e del pianeta. È quindi ancor più sorprendente vedere con quanta frenesia certi consiglieri federali e parlamentari siano oggi contrariati dall’ingerenza delle ONG nella politica svizzera, in nome dei diritti umani e della protezione dell’ambiente.

Tanto allora come oggi, Alliance Sud era già politicamente controversa. Essa non deve lasciarsi impressionare dalle recenti reazioni contro una società civile attiva nella politica di sviluppo. Uno sviluppo del pianeta, socialmente giusto ed ecologicamente sostenibile, ha più che mai bisogno d’una Svizzera che orienti in maniera coerente ognuna delle proprie politiche – da quella estera a quella climatica, passando dalla politica economica – verso quest’obiettivo. Il team, i membri e gli alleati d'Alliance Sud, che qui desidero ringraziare calorosamente per la loro formidabile cooperazione, continueranno a impegnarsi risolutamente in questo senso anche in futuro – con il cuore, con un coinvolgimento costante e con la forza dei buoni argomenti.

Pubblicato su Il Corriere del Ticino

il 24 giugno 2021

(Traduzione di: Fabio Bossi )