La cultura dell'iniquità fiscale

La piantagione di caucciù della Salala Rubber Corporation (SRC) in Liberia copre circa 4500 ettari di terreno.
20.10.2021
Comunicato
Il gruppo agroalimentare Socfin trasferisce degli utili della produzione di materie prime a Friburgo, un cantone svizzero a bassa tassazione. A spese della popolazione che vive nelle zone interessate in Africa e in Asia.

Comunicato stampa del 20.10.2021 di Pain pour le prochain (Pane per tutti), Alliance Sud e di Netzwerk Steuergerechtigkeit Deutschland (Rete tedesca per la giustizia fiscale)

La cultura dell'iniquità fiscale

Il gruppo agroalimentare lussemburghese Socfin trasferisce degli utili della produzione di materie prime a Friburgo, un cantone svizzero a bassa tassazione. Questa pratica di ottimizzazione fiscale aggressiva equivale all'espatrio di profitti a scapito della popolazione che vive nelle zone interessate in Africa e in Asia. Per la prima volta, un rapporto di Pain pour le prochain, Alliance Sud e di Netzwerk Steuergerechtigkeit Deutschland ha fatto luce sul funzionamento di questo meccanismo. Anche la Svizzera è in parte responsabile di questo fenomeno, poiché la politica elvetica di dumping in materia di fiscalità delle imprese è uno dei pilastri di questo sistema iniquo.

La società Socfin, con sede in Lussemburgo, ha ottenuto in dieci Paesi africani e asiatici delle concessioni che coprono una superficie di più di 380’000 ettari, cioè quasi l’equivalente della superficie agricola della Svizzera. Nelle sue 15 piantagioni, il gruppo produce caucciù e olio di palma che poi vende sul mercato mondiale. Anche se la società ha una struttura complessa, è chiaro che commercializza gran parte del suo caucciù attraverso una filiale basata a Friburgo, ovvero Sogescol FR. Un'altra filiale, Socfinco FR, anch'essa con sede a Friburgo, è incaricata di amministrare le piantagioni e fornire delle prestazioni alle altre società del gruppo.

Nel 2020, Socfin ha registrato un utile consolidato di 29,3 milioni di euro. Il rapporto, che analizza il profitto per dipendente e nei diversi Paesi nei quali opera Socfin, mette in evidenza la distribuzione particolarmente disuguale di questi redditi. Se l'utile per dipendente è stato di circa 1’600 euro nei Paesi africani nei quali opera Socfin, lo stesso non si può dire delle filiali svizzere del gruppo, dove la cifra ha raggiunto 116’000 euro l'anno scorso, un importo quasi 70 volte superiore. In Svizzera, l'utile per dipendente ha addirittura superato i 200’000 euro in media tra il 2014 e il 2020.

Bassa tassazione, profitti elevati

Come spiegare queste differenze nella distribuzione degli utili all'interno dello stesso gruppo? Secondo il rapporto pubblicato da Pain pour le prochain, Alliance Sud e di Netzwerk Steuergerechtigkeit Deutschland, la risposta si trova nella tassazione dei Paesi in cui opera Socfin. Infatti, è dove le tasse sono più basse che il profitto dell'azienda per dipendente è più elevato. Nei Paesi africani nei quali Socfin è attiva, l'aliquota fiscale varia dal 25 al 33%, contro meno del 14% in Svizzera. Si tratta di un classico schema di trasferimento degli utili tra filiali per scopi di ottimizzazione fiscale aggressiva.

Questa pratica, molto diffusa tra le multinazionali, non è necessariamente illegale, ma è comunque iniqua, perché priva i Paesi produttori dell'emisfero sud delle entrate fiscali che sono indispensabili per il loro sviluppo e aumenta così le disuguaglianze mondiali. Ogni anno, circa 80 miliardi di euro di utili realizzati nei Paesi in via di sviluppo sono esportati in giurisdizioni a bassa tassazione come la Svizzera, una cifra che rappresenta più della metà della spesa pubblica annuale destinata alla cooperazione allo sviluppo a scala mondiale.

Il trasferimento degli utili all'interno delle multinazionali è generalmente difficile da cogliere per l’opinione pubblica (a causa dell'opacità che lo circonda) e per le amministrazioni fiscali (a causa della mancanza di volontà o di mezzi sufficienti). Nel caso di Socfin, invece, i rapporti finanziari ripartiti per zone pubblicati dalla società forniscono informazioni sulla struttura e lo scopo delle transazioni tra le filiali. Che si tratti di commercio, consulenza, licenze o altri servizi, le transazioni infragruppo delocalizzano in Svizzera gran parte delle entrate generate in Africa e in Asia. Solo un esame approfondito da parte delle autorità fiscali permetterebbe di verificare se questi prezzi di trasferimento sono, come sostiene Socfin, in linea e pertinenti con le norme dell’OCSE.

La Svizzera deve essere più trasparente

La realtà delle piantagioni nell'emisfero Sud rappresenta l'altra faccia della medaglia rispetto agli ottimi risultati registrati in Svizzera. In effetti, Socfin dispone di concessioni estremamente vantaggiose in questi Paesi, ma non offre una compensazione sufficiente alla popolazione interessata, paga ai lavoratori solo salari modesti per il loro duro lavoro e non mantiene pienamente le sue promesse di investimento sociale. Nonostante questo contesto particolarmente favorevole, alcune concessioni del gruppo, come la piantagione di caucciù di LAC in Liberia, registrano perdite continue - il che, secondo il rapporto, supporta ulteriormente l'ipotesi che gli utili siano trasferiti dall'Africa al paradiso fiscale svizzero.

Questa pratica rappresenta oggi un notevole beneficio per la Svizzera, queste transazioni generano quasi il 40% delle entrate dell'imposta sull’utile delle società a livello cantonale e federale. Per combattere gli abusi che derivano da questa pratica, è imperativo che il nostro Paese migliori la trasparenza della sua politica fiscale e renda pubblici i ruling, gli accordi che le amministrazioni fiscali concludono con le società. Lo stesso vale per i rapporti che le multinazionali sono obbligate a presentare in Svizzera nell'ambito dello scambio di rendicontazioni Paese per Paese dell'OCSE, il cui accesso è attualmente limitato alle amministrazioni fiscali. Prima di tutto, è importante che la Svizzera promuova un regime internazionale di imposizione delle imprese che localizzi la tassazione degli utili nei Paesi in cui sono generati e non nelle giurisdizioni a bassa tassazione.

Mobilitazione a Friburgo

Questa mattina, Pain pour le prochain organizza un’azione di mobilitazione davanti alla sede di Sogescol e di Socfinco a Friburgo per sollecitare Socfin a cessare le sue pratiche immorali di trasferimento degli utili e di ottimizzazione fiscale all'interno delle sue strutture. È anche importante che il gruppo risponda alle richieste delle comunità locali, restituisca le terre contese e garantisca salari decenti a tutte le lavoratrice e tutti i lavoratori delle piantagioni.

Cliccate su questo link per scaricare le foto di questa azione a partire dalle 10 del mattino circa.

Materiale da scaricare:

Sintesi del rapporto (in francese), versione integrale del rapporto (in inglese)

Foto e grafica

Ulteriori informazioni:

Lorenz Kummer, responsabile media di Pain pour le prochain: [email protected], 079 489 38 24

Video

Socfin: l’évasion fiscale sur le dos des plus démunis

Pain pour le prochain, Alliance Sud et Réseau allemand pour la justice fiscale