Politica

Agenda 2030

Alliance Sud si impegna, nei suoi sei ambiti di lavoro, per una politica svizzera coerente e orientata verso l’Agenda 2030 dell’ONU. Questo quadro di una nuova “politica interna mondiale”, adottato nell’autunno 2015 da 193 capi di Stato e di governo, formula 17 obiettivi di sviluppo sostenibile (OSS), che mirano ad un equilibrio sostenibile ed equo fra l’aspetto sociale, ambientale ed economico – oggi e per le generazioni future. Il Nord e il Sud vi hanno gli stessi doveri; gli interessi globali e nazionali non devono essere contrapposti gli uni agli altri. Assieme ad altre organizzazioni non governative, Alliance Sud esamina come la Svizzera attua gli OSS.
Comunicato
20.6.2018

Il Consiglio federale consegna una copia succinta

Il Consiglio federale ha adottato il rapporto intermedio sull’attuazione dell’Agenda 2030, che presenterà all’ONU a metà luglio 2018. Non è stata fatta alcuna analisi seria delle azioni da intraprendere per migliorare l’attuazione degli OSS.
Articoli di politica
14.5.2018

L’Agenda 2030 passa dalle pari opportunità

Le donne sono l'altra metà dello sviluppo sostenibile: senza il loro vitale supporto e la loro partecipazione risulta improbabile il raggiungimento dei 17 Obiettivi di sviluppo sostenibile che costituiscono il nucleo vitale dell’Agenda 2030.
Consultazione
26.4.2018

Lobbying: Lo stesso trattamento per tutti

Alliance Sud si impegna per le pari opportunità anche nel lobbying. I rappresentanti di interessi ideali finanziariamente deboli non devono essere penalizzati. Posizione sulla proposta della commissione.

Politica di sviluppo

Alliance Sud segue ed analizza la politica di cooperazione allo sviluppo, dominata dai paesi industrializzati. Sostiene l’interesse dei paesi in sviluppo e delle loro popolazioni di influenzare il disegno di questa politica in modo paritario, nell’ambito dell’ONU. In Svizzera, Alliance Sud si impegna per una cooperazione allo sviluppo che abbia senso e che non venga utilizzata impropriamente ai fini di politica estera, interna o diplomazia. L’obiettivo di Alliance Sud è anche che la Svizzera, come deciso a livello internazionale, devolva lo 0.7% del reddito nazionale lordo alla cooperazione allo sviluppo.
Comunicato
12.4.2018

Calo del finanziamento dello sviluppo

La Svizzera sta chiaramente mancando l’obiettivo auto-prefissatasi nell’ambito della cooperazione allo sviluppo. Mentre il livello dell'APD nei Paesi dell'OCSE è rimasto pressoché stabile, la Svizzera deve annunciare un forte calo del 14%.
Articolo global
5.4.2018

Risparmiare per chi rimane a casa

En 2014, les transferts de fonds des migrants ont atteint un nouveau record : près de 600 milliards USD ont été envoyés vers des pays d’origine. Mais les données disponibles sont opaques et le débat sur les avantages s'avère complexe.
Video
20.2.2018

La DSC e i partenariati pubblici-privati (PPP)

La Direzione dello sviluppo e della cooperazione (DSC) intende moltiplicare i partenariati pubblici-privati (PPP). Intervista su RTS per il programma “La Matinale” con Eva Schmassmann, responsabile del dossier Politica di sviluppo di Alliance Sud.

Clima e ambiente

Alliance Sud si impegna per una politica ambientale e climatica svizzera che rispetti i limiti del pianeta e dell’atmosfera. La base è costituita dagli obiettivi di sviluppo sostenibile e dall’Accordo sul clima di Parigi, che vuole limitare il riscaldamento globale a 1.5 – 2.0°C rispetto al livello precedente l’era industriale. La Svizzera non deve solo ridurre le sue emissioni di CO₂ a zero entro il 2040, ma anche riconoscere la sua co-responsabilità per le cause e le conseguenze del cambiamento climatico globale. Per affrontare con successo queste conseguenze, il Sud ha bisogno di sostegno. Alliance Sud esige dalla Svizzera un impegno finanziario rafforzato rispetto alla cooperazione allo sviluppo tradizionale; il finanziamento del clima non deve farsi a scapito della lotta contro la povertà, la formazione e la salute.
Comunicato
15.5.2018

La Svizzera ignora gli obiettivi climatici

La Commissione dell’ambiente del Consiglio nazionale ha discusso gli scopi e obiettivi della nuova legge sul CO2 e, nella stessa sessione, la petizione sul clima. Essa ignora le rivendicazioni di oltre 100 000 persone, nonché gli obiettivi di Parigi.
Articolo global
4.5.2018

Svelati finalmente i trucchi della Svizzera

«Oltre il 60% dell’impronta di gas serra (della Svizzera) è generato all’estero» ha comunicato l’Ufficio federale di statistica (UST) in febbraio 2018. Finalmente, la Svizzera deve riconoscere la sua responsabilità climatica nel mondo e agire.
Video
25.4.2018

Banca nazionale, disinvestite rapidamente !

Tempeste, carestie e, di conseguenza, una migrazione climatica di portata sconosciuta – è la minaccia che fa planare l’aumento rapido del cambiamento climatico. La combustione di energie fossili deve smettere. La chiave è in mano delle banche.

Politica fiscale e finanziaria

Alliance Sud s’impegna per una politica fiscale e finanziaria svizzera in sintonia con uno sviluppo sostenibile del mondo. Quale membro della Global Alliance for Tax Justice, lotta contro l’evasione fiscale delle persone fisiche e delle multinazionali a livello mondiale, perché l’evasione fiscale minaccia la democrazia ed il benessere dappertutto. In tutto ciò la Svizzera, che continua ad essere la prima piazza finanziaria offshore del mondo, ha una responsabilità particolare.
Comunicato
25.5.2018

Progetto fiscale 17 e la responsabilità globale

Alliance Sud critica la proposta della commissione preparatoria del Consiglio degli Stati sul progetto fiscale 17. La commissione dell'economia ignora la responsabilità della svizzera come piazza finanziaria e sede di numerose multinazionali.
Consultazione
27.4.2018

Trasparenza fiscale: la Svizzera esita

In una posizione comune, Alliance Sud e Public Eye apprezzano che il Consiglio federale intende attuare le raccomandazioni del «Global Forum on Transparency and Exchange of Information for Tax Purposes». Ma ci vogliono dei miglioramenti.
Comunicato
23.3.2018

Progetto fiscale 17: da rimaneggiare interamente

Con il progetto di riforma dell’imposizione delle imprese pubblicato oggi, il Consiglio federale passa dalla padella alla brace confermando il modello economico parassitario della Svizzera come luogo d’insediamento per le multinazionali.

Commercio e investimenti

Alliance Sud analizza le regole commerciali internazionali e s’impegna affinché siano più eque. Invece dei negoziati nell’ambito multilaterale dell’Organizzazione mondiale del commercio, ci sono sempre più accordi di libero scambio bilaterali o partenariati come il Partenariato transatlantico sul commercio e gli investimenti (TTIP) o l’Accordo sul commercio dei servizi TISA. Ambedue sono tentativi, lanciati dai paesi industrializzati, di far avanzare la deregolamentazione dei mercati e limitare le possibilità degli Stati di proteggere i loro interessi. Anche negli accordi d’investimento, Alliance Sud s’impegna affinché la protezione dei diritti umani, degli standard ambientali e degli obiettivi di sviluppo sostenibile non vi siano solo inclusi, ma anche rispettati e sorvegliati.
Articoli di politica
15.3.2018

Progressi nella lotta contro l’olio di palma

Il 28 febbraio, una grande maggioranza del Consiglio Nazionale (140 voti a favore e 35 contrari) ha accettato la mozione di Jean-Pierre Grin (UDC) che chiede l’esclusione dell’olio di palma dai negoziati per l’accordo di libero scambio con la Malesia
Comunicato
20.2.2018

Olio di palma: Lettera al Consiglio federale

L’olio di palma deve essere escluso dall’accordo di libero scambio tra la Svizzera e l’Indonesia. È quanto richiedono le ONG svizzera in una lettera aperta indirizzata al consigliere federale Johann Schneider-Ammann.
Articolo global
22.12.2017

Un sistema sull’orlo del baratro

L’edificio giuridico che regola le controversie fra investitori e stati (ISDS) è sempre più sollecitato. La diplomazia multilaterale potrebbe dar vita ad un tribunale internazionale di arbitrato.

Imprese e diritti umani

Alliance Sud s’impegna nell’ampia coalizione di organizzazioni non governative svizzere che hanno lanciato insieme, nella primavera 2015, l’Iniziativa multinazionali responsabili. Negli anni precedenti, il governo e il Parlamento avevano rifiutato di adottare misure legali per attuare le Linee guida dell’ONU relative alle imprese e ai diritti umani, in vigore dal 2011. Queste esigono che uno smart mix di misure volontarie e regole giuridiche migliori in modo duraturo il rispetto dei diritti umani da parte delle aziende.
Comunicato
14.6.2018

La via del compromesso resta aperta

Il Consiglio nazionale ha accettato il controprogetto all’Iniziativa multinazionali responsabili. Ampiamente sostenuto, questo controprogetto rappresenta un compromesso tra gli iniziativisti, le forze del Parlamento e quelle dell’economia.
Articolo global
1.5.2018

Quando le filiali olandesi prendono l’iniziativa

Mentre economiesuisse è ferma sullo scontro per quanto riguarda la protezione dei diritti umani, all’estero delle multinazionali elvetiche si assumono le proprie responsabilità.
Comunicato
20.4.2018

La Commissione vuole un controprogetto indiretto

La Commissione degli affari giuridici del Consiglio degli Stati riconosce che le violazioni dei diritti umani commesse da multinazionali che hanno la loro sede in Svizzera sono un problema.