Politica

Agenda 2030

Alliance Sud si impegna, nei suoi sei ambiti di lavoro, per una politica svizzera coerente e orientata verso l’Agenda 2030 dell’ONU. Questo quadro di una nuova “politica interna mondiale”, adottato nell’autunno 2015 da 193 capi di Stato e di governo, formula 17 obiettivi di sviluppo sostenibile (OSS), che mirano ad un equilibrio sostenibile ed equo fra l’aspetto sociale, ambientale ed economico – oggi e per le generazioni future. Il Nord e il Sud vi hanno gli stessi doveri; gli interessi globali e nazionali non devono essere contrapposti gli uni agli altri. Assieme ad altre organizzazioni non governative, Alliance Sud esamina come la Svizzera attua gli OSS.
Consultazione
1.11.2017

Sí all'istituzione nazionale dei diritti umani

Il Consiglio federale vuole creare un'istituzione nazionale dei diritti umani (INDU). Ma il disegno di legge non è coerente perchè esclude la politica estera dei diritti umani. La consultazione di Alliance Sud.
Comunicato
25.9.2017

La società civile svizzera fa fronte comune

Una quarantina di organizzazioni hanno lanciato la Piattaforma Agenda 2030 della società civile per far sì che la durabilità a tutti i livelli diventi l’obiettivo prioritario della Confederazione e di altri responsabili.
Articolo GLOBAL+
28.8.2017

La qualità invece della quantità

L’attuale Anno internazionale del turismo sostenibile può svolgere un ruolo importante nella realizzazione degli obiettivi dell’Agenda 2030. Ma c’è anche il rischio che questo anno serva semplicemente alla promozione del turismo.

Politica di sviluppo

Alliance Sud segue ed analizza la politica di cooperazione allo sviluppo, dominata dai paesi industrializzati. Sostiene l’interesse dei paesi in sviluppo e delle loro popolazioni di influenzare il disegno di questa politica in modo paritario, nell’ambito dell’ONU. In Svizzera, Alliance Sud si impegna per una cooperazione allo sviluppo che abbia senso e che non venga utilizzata impropriamente ai fini di politica estera, interna o diplomazia. L’obiettivo di Alliance Sud è anche che la Svizzera, come deciso a livello internazionale, devolva lo 0.7% del reddito nazionale lordo alla cooperazione allo sviluppo.
Articoli di politica
15.11.2017

Ministro dello sviluppo Cassis e venti contrari?

La Commissione delle finanze del Consiglio nazionale vuole tagliare al nuovo ministro degli affari esteri Ignazio Cassis 100 milioni nel budget 2018. Ancora una volta, questo toccherà la cooperazione allo sviluppo a lungo termine.
Articolo GLOBAL+
27.10.2017

AIIB deve promuovere lo sviluppo sostenibile

«La Banca Asiatica d’Investimento per le infrastrutture (AIIB) può dare un contributo fondamentale per (…) promuovere uno sviluppo economico sostenibile in Asia» diceva il Consiglio federale nell’autunno 2015. È il momento di un bilancio intermedio.
Articolo GLOBAL+
10.10.2017

DFAE: La sfida della politica interna mondiale

Diversi media ritengono che la politica estera si limiti alla politica europea. E’ utile ricordare che il nuovo ministro degli affari esteri è responsabile anche della politica di sviluppo. In questo campo lo aspettano delle sfide importqanti.

Clima e ambiente

Alliance Sud si impegna per una politica ambientale e climatica svizzera che rispetti i limiti del pianeta e dell’atmosfera. La base è costituita dagli obiettivi di sviluppo sostenibile e dall’Accordo sul clima di Parigi, che vuole limitare il riscaldamento globale a 1.5 – 2.0°C rispetto al livello precedente l’era industriale. La Svizzera non deve solo ridurre le sue emissioni di CO₂ a zero entro il 2040, ma anche riconoscere la sua co-responsabilità per le cause e le conseguenze del cambiamento climatico globale. Per affrontare con successo queste conseguenze, il Sud ha bisogno di sostegno. Alliance Sud esige dalla Svizzera un impegno finanziario rafforzato rispetto alla cooperazione allo sviluppo tradizionale; il finanziamento del clima non deve farsi a scapito della lotta contro la povertà, la formazione e la salute.
Articoli di politica
13.11.2017

Le calende greche si fanno sempre più lontane

Il Consiglio federale non è l’unico a rimandare da anni la questione delle modalità secondo le quali la Svizzera deve far fronte ai suoi obblighi finanziari riguardanti il clima. Anche la CPE del Consiglio nazionale nasconde la testa sotto la sabbia.
Comunicato
2.11.2017

Alliance Sud alla conferenza sul clima COP 23

Per la prima volta, la Svizzera partecipa alla conferenza internazionale sul clima (COP 23) come pieno membro dell’accordo di Parigi sul clima. Eppure la politica climatica svizzera resta esitante e minimalista.
Posizione
26.10.2017

Politica climatica svizzera troppo poco ambiziosa

I cambiamenti climatici mondiali sono tra le più grandi sfide dell'umanità. Dal 2015 vi è l'Accordo di Parigi. Il 6 ottobre 2017, la Svizzera ha ratificato questo accordo, ma la sua politica climatica resta lacunosa. L'analisi di Alliance Sud.

Politica fiscale e finanziaria

Alliance Sud s’impegna per una politica fiscale e finanziaria svizzera in sintonia con uno sviluppo sostenibile del mondo. Quale membro della Global Alliance for Tax Justice, lotta contro l’evasione fiscale delle persone fisiche e delle multinazionali a livello mondiale, perché l’evasione fiscale minaccia la democrazia ed il benessere dappertutto. In tutto ciò la Svizzera, che continua ad essere la prima piazza finanziaria offshore del mondo, ha una responsabilità particolare.
Articoli di politica
13.11.2017

#ParadisePapers: E' così che si danneggia il Sud

“La Svizzera è molto attrattiva per le aziende che agiscono ai margini della legalità”, afferma il nostro esperto di fiscalità Dominik Gross in un’intervista sulla piattaforma internet watson.
Articoli di politica
8.10.2017

ONU: Il Progetto fiscale 17 nuoce ai diritti umani

L’Esperto indipendente Juan Pablo Bohoslavsky ha esaminato le conseguenze della politica fiscale e finanziaria sui diritti umani. A suo parere, il progetto fiscale 17 è problematico.
Consultazione
13.4.2017

Sì all'estensione dello scambio d'informazioni

Alliance Sud accoglie positivamente l'introduzione dello scambio automatico d'informazioni sui conti finanziari con ulteriori stati e territori. Consultazione.

Commercio e investimenti

Alliance Sud analizza le regole commerciali internazionali e s’impegna affinché siano più eque. Invece dei negoziati nell’ambito multilaterale dell’Organizzazione mondiale del commercio, ci sono sempre più accordi di libero scambio bilaterali o partenariati come il Partenariato transatlantico sul commercio e gli investimenti (TTIP) o l’Accordo sul commercio dei servizi TISA. Ambedue sono tentativi, lanciati dai paesi industrializzati, di far avanzare la deregolamentazione dei mercati e limitare le possibilità degli Stati di proteggere i loro interessi. Anche negli accordi d’investimento, Alliance Sud s’impegna affinché la protezione dei diritti umani, degli standard ambientali e degli obiettivi di sviluppo sostenibile non vi siano solo inclusi, ma anche rispettati e sorvegliati.
Articolo GLOBAL+
28.6.2017

Investimenti responsabili in Iran?

Le imprese dovrebbero rispettare i diritti dell’uomo, anche quando investono all’estero. Quale ruolo deve avere la Svizzera a tal proposito nell’accesso dei suoi investitori all’eldorado iraniano?
Articolo GLOBAL+
30.3.2017

Sì alla mondializzazione, purché sia equa.

L’elezione di D. Trump alla presidenza degli USA ha confermato un fenomeno in espansione: il rifiuto della mondializzazione di una parte sempre più crescente dell’opinione pubblica occidentale. Il movimento "altermondialista" aveva ragione? Analisi
Consultazione
18.1.2017

Un sostituto inadeguato della Legge cioccolato

Le sovvenzioni all’esportazione dei prodotti agricoli svizzeri non sono più conformi all’OMC. La Svizzera deve eliminare la “Legge cioccolato”. Ma la proposta del Consiglio federale è inadeguata dal punto di vista della politica di sviluppo.

Imprese e diritti umani

Alliance Sud s’impegna nell’ampia coalizione di organizzazioni non governative svizzere che hanno lanciato insieme, nella primavera 2015, l’Iniziativa multinazionali responsabili. Negli anni precedenti, il governo e il Parlamento avevano rifiutato di adottare misure legali per attuare le Linee guida dell’ONU relative alle imprese e ai diritti umani, in vigore dal 2011. Queste esigono che uno smart mix di misure volontarie e regole giuridiche migliori in modo duraturo il rispetto dei diritti umani da parte delle aziende.
Comunicato
15.11.2017

La Commissione vuole un controprogetto

Contrariamente al Consiglio federale, la Commissione prende in seria considerazione la necessità di agire. Propone delle misure sul piano legislativo.
Articolo GLOBAL+
23.10.2017

Il parlamento britannico sta facendo pressione

Il dibattito sull’applicazione dei Principi guida dell’ONU su imprese e diritti umani si sta sviluppando anche nel Regno Unito. Un rapporto parlamentare pone sostanzialmente le stesse esigenze contenute nell’Iniziativa per multinazionali responsabili
Articolo GLOBAL+
23.10.2017

PCN dell'OCSE : I limiti del dialogo

Le associazioni economiche si oppongono all’introduzione di una responsabilità civile per violazione dei diritti umani e dell’ambiente da parte delle imprese evidenziando i benefici del Punto di contatto nazionale della Svizzera.